31 gen 2022

Non mettetelo davanti alle mie finestre

roberto
Cronaca

Roberto

Giardina

Gli ascensori sono un problema a Berlino. Nei palazzi antichi, sopravvissuti alle bombe, non c’erano. I prussiani salivano a piedi. Ora, per la mancanza di alloggi, vengono ristrutturati. E per rivendere a caro prezzo, l’ascensore non può mancare. Anche nel mio palazzo che risale al 1893. Un investitore offre al condominio di comprare la soffitta, 1.400 metri quadrati, per costruire cinque appartamenti di lusso. Due già venduti sulla carta. Purché ci sia un ascensore.

Ma l’installazione, dal lato umano, giuridico, storico e artistico, è complessa. Se viene costruito nella tromba della scale non posso oppormi. Sulla facciata esterna, nel cortile, ho invece diritto di veto. Purché non ci sia un inquilino con problemi fisici. Se però compra il suo loft senza ascensore, non può pretendere di averlo dopo. Io abito al primo piano, e non sarei contrario. Perché mettermi contro i vicini? Con la somma ricavata dalla soffitta si mette a nuovo il palazzo. Ma ho scoperto sul progetto dell’architetto che l’ascensore era previsto davanti alla finestra del mio studio. Ho detto "nein". Perché non lo mette davanti alle scale di servizio? Perché le finestre delle scale sono sotto tutela storica, quelle mie invece no. Misteri architettonici di Berlino, quasi come a Venezia. Poi il progettista ha convinto il funzionario del municipio, chissà come: le finestre sono tutte uguali. Ma è arrivato il Covid a bloccare tutto. La guerra per l’ascensore dura già da sette anni.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?