di Antonella Coppari Quando è entrata in aula al momento del voto, ha sillabato un sì chiaro pur se non urlato, poi si è girata, ha fatto ’ciao ciao’ con la manina e ha salutato gli amici forzisti, che sono rimasti a bocca aperta. Non se l’aspettava nessuno: sin qui, nulla di strano. Ma altrettanto stupefatti sono rimasti nella maggioranza, tanto da sospettare un caso di omonimia: il nome di Mariarosaria Rossi nella lista delle possibili defezioni azzurre non era comparso mai. Intimissima del Cavaliere al punto da essere definita "la badante", fino a qualche anno fa era la numero due del partito di cui è stata pure tesoriera. Si può capire il dubbio del sospettoso Salvini: l’ha...

di Antonella Coppari

Quando è entrata in aula al momento del voto, ha sillabato un sì chiaro pur se non urlato, poi si è girata, ha fatto ’ciao ciao’ con la manina e ha salutato gli amici forzisti, che sono rimasti a bocca aperta. Non se l’aspettava nessuno: sin qui, nulla di strano. Ma altrettanto stupefatti sono rimasti nella maggioranza, tanto da sospettare un caso di omonimia: il nome di Mariarosaria Rossi nella lista delle possibili defezioni azzurre non era comparso mai. Intimissima del Cavaliere al punto da essere definita "la badante", fino a qualche anno fa era la numero due del partito di cui è stata pure tesoriera.

Si può capire il dubbio del sospettoso Salvini: l’ha mandata apposta avanti Silvio. Lui stragiura di non saperne niente: "Non la sento da un mese e mezzo, è stato un fulmine a ciel sereno. Non so cosa le hanno promesso ma è una roba imprevedibile e inaccettabile". Pare che sia così. E pare che non ci siano stati nemmeno chissà quali segretissimi contatti con Chigi: a pesare, secondo opinioni forse malevole ma universali, motivi che con la politica c’entrano fino a un certo punto. Questione di donne, si sarebbe detto un tempo. Di certo, viveva malissimo il rapporto con il gruppo al Senato. "Mi mobbizzano", si era lamentata più volte anche con colleghi dell’opposizione. Alludeva in particolare a Licia Ronzulli, l’astro che ha oscurato la sua stella nel cielo sopra villa San Martino. Ma nel mirino c’erano anche altri colleghi che non hanno mai avuto grande simpatia per le carriere legate essenzialmente alla vicinanza con il sovrano. Nel gruppo però negano tutti e in questi casi Rashomon insegna che di verità ce ne sono tante: di certo, lei se l’è vissuta così e ne pativa parecchio. "Il problema è che era passata da generale a brigadiere", va giù secco un dirigente azzurro. In situazioni simili il confine tra l’oggettiva discesa nella scala gerarchica e il mobbing può apparire sottile e spiazzante. Checché ne pensi Salvini il suo caso è molto diverso da quello di Renata Polverini la cui insofferenza per Forza Italia era nota da almeno un anno.

La Rossi no, per lei sembra essere stata davvero questione di rapporti personali. Simpatica, autoironica anche nel momento di massimo fulgore, a sentire chi la conosce, è una che ai rapporti umani tiene parecchio. Ovvio che abbia vissuto malissimo la separazione della sua amica Francesca Pascale dal Cavaliere. Difficile criticare questo intreccio tra politico e privato. Le corti sono così da sempre e Berlusconi si sa è un re, non solo un leader politico. Francesca, Mariarosaria e perché no, l’adorato cagnolino Dudù non formavano solo un bizzarro, idilliaco quadro della vita in villa ad Arcore ma anche una singolare ricomposizione dei vertici politici nel momento più difficile per Silvio. Quello della condanna, dei servizi sociali, della cacciata dal Senato.

Nel momento di massima fragilità del capo, il privato ha preso il sopravvento e forse il carattere di Mariarosaria, la sua simpatia, la sua capacità di comunicare hanno giocato un ruolo importante nell’ascesa paragonata da molti addirittura a quella di Gianni Letta e secondo alcuni, all’apice, capace di esercitare un’influenza persino maggiore. Con Silvio però assicura lei non c’è nessuna rottura: il ’ciao ciao’ non era rivolto a lui. E in una situazione simile non si può sapere se era un arrivederci o un addio. Nella galassia di Arcore – come hanno insegnato questi anni – le cose cambiano rapidamente.