Il virologo Fabrizio Pregliasco, 61 anni, segue la 23enne di Massa La visita di venerdì stabilirà il quadro
Il virologo Fabrizio Pregliasco, 61 anni, segue la 23enne di Massa La visita di venerdì stabilirà il quadro
di Davide Costa È ancora debole e pallida dopo otto giorni. Virginia, la tirocinante di Psicologia clinica che domenica scorsa è stata vaccinata con quattro dosi di ’Comirnaty’ all’ospedale di Massa non si è ancora perfettamente ristabilita. A raccontarlo è la madre, che in questi giorni fa da filtro tra la 23enne e il mondo esterno. A Livorno, che fa parte della stessa Azienda sanitaria...

di Davide Costa

È ancora debole e pallida dopo otto giorni. Virginia, la tirocinante di Psicologia clinica che domenica scorsa è stata vaccinata con quattro dosi di ’Comirnaty’ all’ospedale di Massa non si è ancora perfettamente ristabilita. A raccontarlo è la madre, che in questi giorni fa da filtro tra la 23enne e il mondo esterno.

A Livorno, che fa parte della stessa Azienda sanitaria di Massa, si è verificato un altro caso simile...

"Una coincidenza quantomeno curiosa che due fatti di questa gravità avvengano a poco più di una settimana di distanza l’uno dall’altro nella stessa azienda sanitaria".

Come sta Virginia?

"È ancora molto debole, ha occhiaie profondissime e si stanca facilmente. Una cosa strana per una ragazza che fa tanta attività fisica: le basta una rampa di scale per avere il fiatone"

Un quadro, comunque, in miglioramento?

"In linea di massima, sì. Anche se oggi (ieri, ndr) abbiamo fatto alcune analisi e la risposta evidenzia valori ancora sballati. Per quanto riguarda la disidratazione, invece, la situazione è in miglioramento".

Il virologo Pregliasco è fiducioso.

"Ha visto alcuni risultati che gli abbiamo inviato. Venerdì lo incontreremo di persona a Firenze per una visita. Incrociamo le dita, sperando che vada tutto per il meglio".

È ancora convinta di non voler denunciare l’Asl?

"Per il momento c’è un esposto presentato da Virginia. Poi aspettiamo di capire come finisce questa vicenda. Quel che è certo è che siamo molto amareggiati del comportamento dell’azienda sanitaria".

Perché?

"Nessuno si è preso la briga di avvisarci che le dosi iniettate sarebbero quattro e non sei: lo abbiamo saputo dalla stampa. Io resto dell’idea che gliene abbiano somministrate sei".

A cosa deve questa certezza?

"A oggi siamo in possesso di attestazioni dell’Asl che parlano di sei dosi e la conferma di ben due medici. Nessuno, fino a oggi, si è preso il disturbo di dirci che le ’carte in tavola’ erano cambiate. Quindi per me le dosi restano sei".