Piero

Degli Antoni

Il talento, uno, se non ce l’ha, non se lo può mica dare. Il pensiero viene spontaneo riferendosi alla diatriba Stone-Streep. Sharon ha lanciato la prima pietra – Stone, appunto – contro Meryl Streep, e forse avrebbe fatto meglio a ritrarre la mano. Sostenere di essere un’attrice migliore della collega quando l’apice della notorietà viene raggiunta scavallando le gambe, be’, sembra perlomeno un po’ azzardato. D’altronde il valore di un attore, o di un’attrice, si misura anche nella capacità di scegliere i copioni. E, per quanto riguarda la bella Sharon, non si può dire che ci abbia sempre azzeccato. Scusandoci per il brivido che inevitabilmente provocheremo in chi ricorda l’infausta pellicola, citiamo a esempio la tragica performance nel raccapricciante ‘Sliver’. Scorrendo l’infinita filmografia di Meryl Streep troviamo invece alcuni film memorabili ("Il cacciatore", "Manhattan", "La scelta di Sophie", "La mia Africa", "Kramer contro Kramer" e basta, sennò mi finisce lo spazio) mentre in quella della maliziosa Sharon possiamo al massimo citare "Casinò", ma non crediamo solo per merito suo. Anche Sharon è rimasta fulminata dal complesso delle belle: le quali, non accontentandosi del generoso dono fisico regalato dalla natura, pretendono anche di essere brave. Non che Sharon non lo sia, per carità, ma sarebbe come se Furino ambisse a paragonarsi a George Best. Ognuno al suo posto, per favore. Quella di Sharon è una nota Stonata.