di Antonio Troise Sulla carta le regole, sia pure minime, ci sarebbero. Nella realtà, siamo in pieno far west, ognuno fa quello che può. Mentre il drammatico bollettino delle vittime di monopattino-selvaggio si aggiorna quasi quotidianamente. Con un ulteriore problema: chi paga gli eventuali danni? Le attuali norme prevedono che i Comuni devono introdurre nei contratti con le società di sharing un’apposita norma sull’assicurazione obbligatoria. Si tratta niente di più di un tradizionale clausola di responsabilità civile che copre i danni prodotti alle...

di Antonio Troise

Sulla carta le regole, sia pure minime, ci sarebbero. Nella realtà, siamo in pieno far west, ognuno fa quello che può. Mentre il drammatico bollettino delle vittime di monopattino-selvaggio si aggiorna quasi quotidianamente. Con un ulteriore problema: chi paga gli eventuali danni? Le attuali norme prevedono che i Comuni devono introdurre nei contratti con le società di sharing un’apposita norma sull’assicurazione obbligatoria. Si tratta niente di più di un tradizionale clausola di responsabilità civile che copre i danni prodotti alle persone o alle cose verso terzi, con un massimale che può raggiungere i 5 milioni di euro. Nessun obbligo, invece, per i privati, che possono circolare senza alcuna polizza. Nel caso di sinistro, valgono le norme del codice civile. Ma non scatta il cosiddetto Fondo vittime della strada che copre eventuali danni prodotti dai veicoli senza assicurazione.

In sostanza, se si è investiti da un mezzo privato, si rischia di non ottenere alcun risarcimento. Un problema di non poco conto ora che i monopattini hanno di fatto invaso le nostre città. Così in una del tanti articoli della legge di Bilancio del 2020, si era cercato di correre al riparo, equiparando di fatto i monopattini alle bici elettriche. Un primo passo, certo. Del tutto insufficiente, però, a garantire una reale sicurezza. Tanto che ogni Comune, spesso sull’onda emotiva dell’ultimo incidente drammatico, si è mosso autonomamente. A Firenze, il sindaco Nardella aveva pensato di imporre anche ai maggiorenni l’uso del casco, ma la proposta è stata respinta al mittente dal Tar. A Napoli, l’assessore alla mobilità si è limitato a ridurre da 25 a 20 chilometri la velocità massima. Il problema, naturalmente, è che i controlli sono praticamente inesistenti, tanto che c’è stata solo una multa per eccesso di velocità. Si è mosso, qualche settimana fa, anche il Consiglio regionale della Lombardia, con una proposta di legge che limita i monopattini per i maggiorenni.

Al ministero delle Infrastrutture è stato già aperto un tavolo con Comuni e Gestori dei servizi di sharing per definire nuove regole. Anche l’Aci si è mossa con un documento di proposte più restrittive. Ma i riflettori sono puntati sulle 4 proposte di legge presentate: due al Senato e due alla Camera. Già la prossima settimana potrebbe finire sul tavolo della Commissione Trasporto quella che vede come primo firmatario il deputato di Forza Italia, Roberto Rosso. Prevede l’introduzione del limite di velocità a 20 km orari sulle piste ciclabili e 6 nelle aree pedonali. Il divieto di circolazione dopo il tramonto e sui marciapiedi, dove scattano sanzioni anche quando si parcheggia (da 41 a 168 euro e rimozione del mezzo). A condurli potranno essere solo i maggiorenni e l’obbligo del casco scatterà a tutte le età. Vedremo.