Angela Di Iorio, 36 anni, osteopata romana, con il fidanzato Luca Miozzi, 38
Angela Di Iorio, 36 anni, osteopata romana, con il fidanzato Luca Miozzi, 38
I promessi sposi vanno in piazza. Oggi dalle 12 alle 14 le aziende del settore faranno sentire la loro voce in 13 città d’Italia. Capofila della protesta ’Insieme per il wedding’ – che manifesterà a Roma –, Unanime (associazioni del settore matrimoni e eventi) e Feu (filiera eventi unita). Nella capitale il flash mob sarà in piazza Montecitorio, ormai tristemente nota per gli scontri. Ma se stavolta l’azione si annuncia pacifica – abito nuziale e fazzoletto bianco – la determinazione non fa sconti. Zona gialla dal 26 aprile: ecco cosa si può fare «Devono darci una data certa per la ripartenza. E servono ristori adeguati, non briciole», mette in fila Stefania Vismara, presidente di ’Insieme per il wedding’. Poi elenca i numeri di un settore che dà lustro al made in Italy: «Oltre 90mila imprese, un milione di lavoratori fermi per decreto da 14 mesi, un giro d’affari da 67 miliardi, indotto compreso, tutto ridotto drammaticamente del 90%». E dell’80% sono crollati i...

I promessi sposi vanno in piazza. Oggi dalle 12 alle 14 le aziende del settore faranno sentire la loro voce in 13 città d’Italia. Capofila della protesta ’Insieme per il wedding’ – che manifesterà a Roma –, Unanime (associazioni del settore matrimoni e eventi) e Feu (filiera eventi unita). Nella capitale il flash mob sarà in piazza Montecitorio, ormai tristemente nota per gli scontri. Ma se stavolta l’azione si annuncia pacifica – abito nuziale e fazzoletto bianco – la determinazione non fa sconti.

Zona gialla dal 26 aprile: ecco cosa si può fare

«Devono darci una data certa per la ripartenza. E servono ristori adeguati, non briciole», mette in fila Stefania Vismara, presidente di ’Insieme per il wedding’. Poi elenca i numeri di un settore che dà lustro al made in Italy: «Oltre 90mila imprese, un milione di lavoratori fermi per decreto da 14 mesi, un giro d’affari da 67 miliardi, indotto compreso, tutto ridotto drammaticamente del 90%». E dell’80% sono crollati i matrimoni in chiesa. Accanto ai numeri, resta la sofferenza delle coppie. Che lascia tracce in rete, dalla petizione di Matrimonio.com, indirizzata al premier e firmata da oltre 18mila persone, al gruppo Facebook ’Spose guerriere 2021’, poco meno di 4mila adesioni e uno slogan: "Noi non smetteremo di credere nel nostro sogno".

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L'intervista

C’è quella foto. Voi due, davanti alla porta (chiusa) della chiesa, è il duomo di Santo Stefano a Bracciano. L’avete scelto per celebrare il vostro matrimonio. Oggi un miraggio.

"Ormai non ci dormo la notte. Siamo bloccati dall’anno scorso. Avevamo deciso di sposarci a giugno 2019, a dicembre avevo già scelto l’abito. Poi, la pandemia. Abbiamo rinviato due volte. L’ultima data era il 16 luglio. Ma leggendo il decreto, dovremo cambiare ancora".

Angela Di Iorio, 36 anni, osteopata romana, ha conosciuto il fidanzato Luca Miozzi, 38, posturologo clinico, ’da grande’. Ha capito che era l’uomo della sua vita e insieme hanno fatto un progetto: mettere su famiglia e diventare genitori. Come migliaia di altre coppie, non avevano fatto i conti con la pandemia e soprattutto con i decreti.

Un rinvio dopo l’altro.

"A giugno 2020 avevamo già scelto il castello di Bracciano per il ricevimento, c’erano dieci fornitori da gestire. Era tutto pronto per il 10 ottobre. Quel giorno dovevamo coronare il nostro sogno".

Invece è saltato tutto.

"Abbiamo rimandato al 10 aprile 2021. Ancora un blocco. Alla fine avevamo fissato per il 16 luglio. Ma a quella data le cerimonie saranno ancora vietate, pare. Dovremo cambiare ancora".

In compenso si potranno organizzare i congressi.

"Appunto. Aggiungo, da sportiva: danno il via libera agli sport da contatto e ai parchi termali dal 1° luglio. Qual è il problema di un matrimonio? Al massimo abbraccio e bacio il mio futuro marito. Ci convivo già da quattro anni".

Quanto pesa l’incertezza?

"Mi rattrista molto. Con Luca ci siamo conosciuti da grandi. Abbiamo scelto di sposarci, non volevamo accontentarci della convivenza. L’abbiamo voluto proprio per allargare la famiglia".

Diventare genitori, da sposati.

"È così. Oggi a dirlo vai controcorrente ma questo è il nostro pensiero. E poi il matrimonio arrivava alla fine di un periodo complicato per me, ho avuto problemi di salute, per fortuna superati".

Quindi grande delusione?

"Lo dico senza vergogna. Il primo rinvio l’ho preso bene, dal secondo sono cominciate le crisi di pianto. Passano gli anni, io vorrei davvero una famiglia".

Avete mai pensato di sposarvi e rinviare il ricevimento a quando sarà possibile?

"No, per me il matrimonio non è un capriccio, una festa. Anche il ricevimento, per come lo vivo, è sempre un momento raccolto".

Non un grande evento insomma. Quanti invitati?

"Non saremo neanche 70, avremo proprio la famiglia intorno. Escluderla da una giornata così importante, sarebbe come viverlo a metà. O quello o niente. Anche perché dovrei perdere ventimila euro di acconti".

Una cifra importante.

"Quando abbiamo deciso di sposarci, abbiamo considerato i guadagni di quel momento. Ma poi la pandemia ha stravolto tutto. Avevamo aperto una palestra con studio di riabilitazione. Chiusa dopo appena un anno. Anche quello, vergognoso. Stiamo ancora pagando le rate".

Sarà in piazza?

"Sì, perché la cosa avvilente è che nessuno s’interessa a noi. E invece hanno fermato le nostre vite. Una sofferenza emotiva, psicologica e anche economica. Io la vedo proprio come una violazione della libertà".

Lei è nel gruppo Facebook ‘Le spose guerriere 2021’, che ha raccolto storie di mancati matrimoni da un capo all’altro d’Italia, siete poco meno di 4mila.

"Siamo tre amministratrici, lavoriamo tutte in sanità, e tutte vogliamo sposarci in chiesa. Ci siamo dette, quello che stiamo vivendo noi da un anno vale per tante altre spose. Cerchiamo di essere vicine".

Guerriere dell’amore?

"Sì, non ci vogliamo arrendere. I sentimenti sono più forti. Questo ci spinge a lottare".