9 mag 2022

"Noi combatteremo sino alla fine Zelensky non provi a negoziare"

Il comandante del battaglione Azov dà la linea al presidente ucraino: non si tratta con gli animali. I russi continuano l’assedio. "Ma sarebbe da codardi fuggire adesso. La resa? Ci ucciderebbero lo stesso"

giovanni rossi
Cronaca

di Giovanni Rossi Chi comanda in Ucraina? "Siamo il simbolo della resistenza armata. Combatteremo fino alla fine, la nostra priorità è la difesa" dai russi invasori. Invece "ora i nostri politici stanno provando a negoziare: non ricordano i fatti? non possiamo negoziare con questi animali". Il battaglione Azov, asserragliato a Mariupol nell’acciaieria Azovstal assieme ai Marines ’regolari’ (in tutto meno di 2.000 uomini), alza la voce contro l’Armata Rossa, ma a ben vedere anche contro il presidente Volodymyr Zelensky: "I difensori di Mariupol potranno davvero salvarsi se il nostro comandante in capo non commetterà errori nella difesa delle regioni del sud". E più esattamente a "Kherson, Berdyansk e Melitopol: il problema principale è l’occupazione di queste città", è il messaggio al leader in mimetica armato di smartphone, invitato a contrastare meglio il nemico lungo la striscia di terra tra Mar d’Azov, foce del Dnepr e Mar Nero, per diminuire la pressione sul complesso siderurgico. Favorendo al contempo la consegna dei deceduti alle famiglie e una rapida evacuazione dei feriti. Il collegamento via Zoom dagli ultimi "11 chilometri quadrati di Mariupol" con bandiera gialla e azzurra consegna al mondo un messaggio ben preciso. Parlano in tre – il comandante Denis Prokopenko, il vice Svyatoslav Palamar, il responsabile dell’intelligence Ilya Samoilenko – e ogni sillaba del terzetto trasuda orgoglio, risolutezza, gioco di squadra. Il battaglione Azov, costituitosi come gruppo paramilitare nazionalista nelle prime fasi della guerra del Donbass e ora inquadrato nella Guardia nazionale dell’Ucraina, appare in queste ore nella sua pienezza identitaria: non solo reparto d’elite dalle motivazioni patriottiche più intransigenti (di destra nazista, secondo Mosca), ma soggetto militare con pensiero strategico alternativo anche rispetto ai vertici nazionali. "Scappare adesso è da codardi", sintetizza il comandante Prokopenko, premiato in marzo con l’Ordine della Croce d’oro, conferita da Zelensky in persona "per il coraggio ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?