La famiglia di Umberto Fuzzi, che a 83 anni lavora ancora
La famiglia di Umberto Fuzzi, che a 83 anni lavora ancora
"Abbiamo in concessione questa spiaggia da 115 anni, ho saputo della sentenza del Consiglio di Stato. Vedremo cosa succede". Umberto Giorgio Battista Fuzzi, 83 anni, è tra i bagnini veterani della Romagna, titolare con il nipote Armando, figlio del fratello scomparso Cesare, dello stabilimento balneare più antico di Cattolica e forse della riviera, oggi ’Center Beach’, concessione datata 1906. Preoccupato della possibile introduzione della direttiva Bolkestein, la libera concorrenza in spiaggia? "Della sentenza mi ha detto mia moglie. Spero che...

"Abbiamo in concessione questa spiaggia da 115 anni, ho saputo della sentenza del Consiglio di Stato. Vedremo cosa succede".

Umberto Giorgio Battista Fuzzi, 83 anni, è tra i bagnini veterani della Romagna, titolare con il nipote Armando, figlio del fratello scomparso Cesare, dello stabilimento balneare più antico di Cattolica e forse della riviera, oggi ’Center Beach’, concessione datata 1906.

Preoccupato della possibile introduzione della direttiva Bolkestein, la libera concorrenza in spiaggia?

"Della sentenza mi ha detto mia moglie. Spero che non ci siano problemi. Devo dire che ho fatto una bella vita, con tante soddisfazioni ricevute dal mio lavoro di bagnino. Penso di avere anche contribuito, nel mio piccolo con gli altri colleghi, al successo della riviera romagnola".

Com’è nata l’avventura balneare dei Fuzzi?

"Mio nonno Cesare a inizio Novecento fece richiesta per la concessione di un pezzo di spiaggia, quello che ancora oggi gestiamo, di fronte alla casa che aveva sul lungomare mia nonna, Lucia Moretti, dopo averla sposata".

Che ruolo aveva la nonna?

"Lei faceva la bagnina, si occupava delle sabbiature, che andavano di moda. E si facevano ancora quando io ero bambino: duravano dieci minuti, poi per la ’reazione’ si aspettava all’ombra in cabina. Io mi divertivo a preparare le buche".

A che età ha iniziato a fare il bagnino?

"Avevo 6-7 anni. Dopo la guerra, finita la scuola, in estate andavo a pescare con mio babbo Edmondo, oppure in spiaggia con mio nonno".

Com’era la vacanza all’epoca, c’erano le tende al posto degli ombrelloni?

"Quelle sono arrivate più tardi, dopo la Prima guerra mondiale. Nel 1906 e negli anni successivi si montavano dei teli legandoli a quattro pali, e si portavano delle sedie da casa. Nella cabina ho due vecchie fotografie, una del 1908 e una del 1916".

Le vacanze al mare a quei tempi le facevano ’i signori’, come si diceva in Romagna?

"Sì, erano persone benestanti, nobili e industriali, che venivano da Bologna, dall’Emilia, dalla Lombardia e da altre regioni. Ma la stagione, mi raccontava mio nonno, non durava moltissimo".

Quanto?

"Più o meno dal primo luglio al 20 agosto. E tutti facevano quasi due mesi. Poi andavano a continuare le vacanze in montagna".

Oggi la durata si è ristretta parecchio...

"Dopo la Seconda guerra mondiale ha iniziato ad accorciarsi. Prima a un mese, poi 20 giorni, poi 15. Adesso pochi fanno più di una settimana. E vanno di moda i weekend".

Ma lei d’estate è ancora ’sul pezzo’?

"Certo, sto lì, da vut ca vaga? (dove vuoi che vada? ndr). Sono in spiaggia tutti i giorni. Finché ce la faccio vado giù. I miei figli fanno altri lavori, il maschio ha un ristorante, la femmina fa la commercialista. Ma due dei quattro nipoti - studiano tutti - mi danno una mano con ombrelloni e lettini".