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30 ago 2019

Napoli, la vita della piccola Noemi ricomincia a 4 anni

Rischiò di morire in un agguato di camorra. I genitori: "Ora gioca felice ma rivive l'incubo"

30 ago 2019
nino femiani
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La piccola Noemi con la mamma (FB)
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La piccola Noemi con la mamma (FB)

Napoli, 30 agosto 2019 - Torna alla vita, la piccola Noemi. La bimba – che per settimane ha rappresentato l’icona di Napoli e il seme di una tenace riscossa della parte sana della città –, riparte verso il futuro. Fuori dal cono di luce dell’attenzione mediatica, la piccola di quattro anni, colpita da un proiettile della camorra al polmone e alle vertebre all’uscita da un bar alle cinque del pomeriggio, nella centralissima piazza Nazionale, assieme alla nonna che le aveva comprato le patatine, riprende per mano la sua infanzia. Ma niente sarà più come prima. Sono passati quasi quattro mesi da quel terribile 3 maggio tragicamente interrotto da quindici spari e da una pallottola da guerra che la colpì al petto, forando i polmoni. Per un mese la famiglia e l’Italia intera restarono con il fiato sospeso, sperando che Noemi vincesse la sua battaglia. E ora? "Va meglio – dice Tania Esposito, la mamma di Noemi –, ma la nostra vita non potrà più essere quella di prima".

La parte più critica sembra alle spalle, con l’uscita dal coma e dall’ospedale Santobono e l’inizio delle terapie a casa. "Indossa sempre un busto speciale – spiega la mamma – perché ha problemi respiratori e alle vertebre. Purtroppo è destinata a portarlo per anni, fino alla completa guarigione. Immagini, con questo grande caldo, la tortura di dover sempre indossare questo corpetto, è come se fosse imbalsamata. Questo busto speciale ci è stato fornito dal Santobono, Noemi è seguita costantemente dai medici del pediatrico, che ringrazio per l’impegno e la dedizione: vengono a casa nostra tre volte alla settimana. In più io e mio marito Fabio abbiamo acquistato un altro busto perché quando lei fa la doccia o la portiamo al mare le togliamo il corsetto ‘ufficiale’ e le mettiamo quest’altro per bagnarsi. Uno strazio per una bambina di quattro anni".

La piccola è forte e volitiva, ma è segnata dal dramma di quel venerdì. "Cerca di superare lo choc, gioca con gli altri bambini e con le sue bamboline Lol, ma si vede costretta in questa armatura e non ha dimenticato quel pomeriggio tragico. Quando sente un rumore forte, un botto, trema come una foglia".

È un'estate in cui Noemi e la sua famiglia hanno potuto sentire la solidarietà di Comuni campani e associazioni che hanno gareggiato nell’ospitalità. Sono stati in vacanza prima all’hotel ‘Olimpia’ a Marina di Ascea, poi al ‘Regina Isabella’ ospiti del Comune di Lacco Ameno e infine a Ravello sulla Costiera Amalfitana. Un imprenditore ha invitato la famiglia Staiano per una vacanza a Dubai, ma per ora non è possibile un trasferimento così faticoso. "Ora siamo di nuovo a casa, tutti insieme. È una grande felicità, nonostante i tanti problemi ancora da affrontare", commenta papà Fabio che per seguire assiduamente la bambina ha dato in gestione la sua salumeria e vive ora con i risparmi di famiglia.

A settembre inizierà il processo che vede alla sbarra il presunto sicario Armando Del Re. "Il nostro obiettivo – dice l’avvocato Angelo Pisani, parte civile nel processo contro lo sparatore – è di far riconoscere nella sentenza finale Noemi come ‘vittima della criminalità’ potendo così accedere al fondo speciale del ministero degli Interni, a tutela sia economica sia formativa. Ci batteremo per questo riconoscimento, le condizioni ci sono tutte perché chi ha sparato è un camorrista spacciatore, e quello che era il bersaglio dell’agguato, Salvatore Nurcaro, arrestato recentemente, è anche lui affiliato a un clan. Noemi non avrà una vita facile, ha tutto il diritto a un aiuto dello Stato".

A giorni la bimba tornerà all’asilo privato che frequentava, con lei ci sarà un insegnante di sostegno che l’accompagnerà durante le ore a scuola. "Nei primi giorni ci saremo anche noi perché Noemi ha bisogno di un supporto psicologico", assicurano mamma e papà.

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