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11 dic 2021
11 dic 2021

No vax morto di Covid in Trentino. "Ha rifiutato di essere intubato"

L'uomo era obeso. Il primario: "Abbiamo provato a convincerlo. Per noi una grande frustrazione"

11 dic 2021
REPARTO RIANIMAZIONE CENTRALE DEL POLICLINICO UMBERTO I PRIMO
TERAPIA INTENSIVA TERAPIE INTENSIVE
EMERGENZA SANITARIA CORONAVIRUS COVID-19 STRUTTURA MEDICA
PERSONALE MEDICO SANITARIO OPERATORE OPERATORI SANITARI IN ABBIGLIAMENTO PROTETTIVO TUTA PROTETTIVA TUTE PROTETTIVE  LETTO LETTI POSTO POSTI APPARECCHIATURA APPARECCHIATURE
Un reparto di terapia intensiva (ImagoE)
REPARTO RIANIMAZIONE CENTRALE DEL POLICLINICO UMBERTO I PRIMO
TERAPIA INTENSIVA TERAPIE INTENSIVE
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PERSONALE MEDICO SANITARIO OPERATORE OPERATORI SANITARI IN ABBIGLIAMENTO PROTETTIVO TUTA PROTETTIVA TUTE PROTETTIVE  LETTO LETTI POSTO POSTI APPARECCHIATURA APPARECCHIATURE
Un reparto di terapia intensiva (ImagoE)

Trento, 11 dicembre 2021 - In Trentino un no vax è morto in ospedale dopo aver rifiutato di essere intubato. Quando è stato portato in ospedale in condizioni di insufficienza respiratoria, si apprende dalla Rai di Trento, ha rifiutato l’intubazione che avrebbe potuto salvargli la vita. È morto così un uomo di 50 anni , una delle due vittime del Covid indicate nell’ultimo bollettino diffuso dalla Provincia di Trento. Il paziente era stato ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Santa Chiara di Trento e al personale sanitario ha espresso la volontà di non procedere con l’ intubazione.

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L’uomo - secondo la Rai - non soffriva di altre patologie, al di là di una situazione di sovrappeso , e la terapia con l’ossigeno avrebbe avuto buone possibilità di mantenerlo in vita. Il mancato consenso all’intubazione è stato registrato dal personale sanitario secondo le procedure che prevedono che il paziente sia informato dei rischi delle proprie scelte. 

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Abbiamo sentito Daniele Penzo , primario della Rianimazione all'ospedale Santa Chiara.

Professore, la vittima era un no vax?

"Non so dire se quella fosse la sua filosofia. Di sicuro, non era vaccinato. E ha rifiutato di essere intubato. Non ha dato particolari spiegazioni. Ha ripetuto solo questo".

Avete provato a convincerlo?

"Più di una volta, il nostro mestiere è salvare vite. E quello che è successo ci ha procurato un grande dispiacere, umanamente. Nemmeno la compagna è riuscita a fargli cambiare idea".

Lui come stava?

"Era sotto il casco, con una ventilazione non invasiva. Gli abbiamo prospettato che in caso di peggioramento sarebbe stato necessario intubarlo. Ha detto di no. Dopo il tentativo con la compagna, non ci è rimasto altro che documentare le sue volontà".

Aveva altre patologie?

"Era obeso, l'obesità è un fattore di rischio, cardio respiratorio e metabolico. I soggetti con queste caratteristiche vanno incontro più facilmente a insufficienza cardiaca e respiratoria. Non c'erano altri elementi significativi".

Si poteva salvare?

"Questo in coscienza non lo sapremo mai. Ma sicuramente gli avremmo potuto offrire molte più possibilità di farcela con l’intubazione. In altri casi i familiari sono riusciti a convincere pazienti che poi si sono salvati. Il 50enne deceduto è rimasto ricoverato per qualche giorno, sempre sotto il casco. Alla fine abbiamo dovuto prendere atto della sua volontà".

In che modo?

"Con l'equivalente delle disposizioni anticipate di trattamento. La legge 219 del 2017 all’articolo 1 recita che nessun soggetto capace di intendere e di volere può essere sottoposto a un trattamento sanitario senza il suo consenso. E questo è in armonia con l'articolo 32 della Costituzione".
Una sconfitta, alla fine?
"Una grande frustrazione, senz'altro. Io sono un rianimatore, il mio obiettivo è quello di salvare la vita. Ma il denominatore comune di pazienti che hanno deciso di non vaccinarsi è che arrivano tardi in ospedale".


 

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