La grottesca esibizione dei No pass di Novara travestiti da deportati ebrei
La grottesca esibizione dei No pass di Novara travestiti da deportati ebrei
No Vax e No Green pass vestiti come prigionieri dei campi di sterminio nazisti. La messinscena di Novara è il caso della settimana. Quelle pettorine a strisce verticali bianche e grigie, quei numeri appiccicati sulle divise di stracci, la corda inframezzata di nodi per richiamare il filo spinato: una delirante coreografia andata in scena nel centro piemontese in un’aberrante distorsione e commistione di attualità e storia. Basta qualche foto in rete per scatenare una reazione nazionale di sdegno e di ripulsa....

No Vax e No Green pass vestiti come prigionieri dei campi di sterminio nazisti. La messinscena di Novara è il caso della settimana. Quelle pettorine a strisce verticali bianche e grigie, quei numeri appiccicati sulle divise di stracci, la corda inframezzata di nodi per richiamare il filo spinato: una delirante coreografia andata in scena nel centro piemontese in un’aberrante distorsione e commistione di attualità e storia. Basta qualche foto in rete per scatenare una reazione nazionale di sdegno e di ripulsa. "Non esiste dittatura sanitaria. Cose fuori dalla grazia di Dio", insorge il ministro della Salute Roberto Speranza (Leu), da due anni in prima linea contro il virus.

"Un’offesa alla memoria", è la sintesi condivisa dalle comunità ebraiche italiane, dall’Anpi e dalle principali forze politiche, mentre gli inquirenti accendono un faro per valutare se siano stati commessi reati. "Paragonare una posizione ideologica su vaccino e Green pass a persone che sono state deportate, umiliate, torturate, annientate psicologicamente e assassinate, è a dir poco vergognoso", scandisce il sindaco di Novara Alessandro Canelli (Lega). "Pazzesco che si manifesti in questo modo. La storia va conosciuta: fatti del genere lasciano senza parole", reagisce Rossella Bottini Treves, presidente della comunità ebraica di Novara-Vercelli.

"Davanti a farneticazioni non è possibile invocare la libertà d’espressione garantita dalla Costituzione – inquadra il caso Noemi Di Segni, presidente dell’Ucei, l’Unione delle comunità ebraiche italiane –. Paragoni impossibili come quello cui abbiamo assistito costituiscono un assoluto abuso e un’offesa alla Memoria, che non è solo Memoria ebraica ma patrimonio comune. Un presidio valoriale sempre più a rischio", è l’amara conclusione. "Abbiamo cresciuto una parte di popolo nell’ignoranza più abissale", si arrabbia il dem Emanuele Fiano, il cui babbo Nedo sopravvisse alla deportazione ad Auschwitz.

"Equiparare la necessità di vaccinarsi, che è al momento il primo strumento salvavita, allo sterminio nazista rappresenta bene la distorsione mentale di queste persone", denuncia l’Anpi. "Vergognatevi e vaccinatevi: siete ignoranti e in malafede", è l’attacco ai manifestanti del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Un corteo "demenziale e criminale insieme", twitta Alberto Nobili (Italia Viva). "Spettacolo squallido", è la definizione di Licia Ronzulli (Forza Italia). Chi strumentalizzza la storia dovrebbe sapere che ai tempi dei lager, così impropriamente evocati, non avrebbe potuto "neanche fiatare", rimarca la senatrice azzurra.