Giovanni Serafini Un sacerdote che venga a conoscenza di un delitto deve informare le forze dell’ordine? La legge dello Stato è superiore a quella religiosa? Per la Francia laica e repubblicana non ci sono dubbi: il segreto della confessione non vale se protegge un criminale. È in nome di questo...

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Un sacerdote che venga a conoscenza di un delitto deve informare le forze dell’ordine? La legge dello Stato è superiore a quella religiosa? Per la Francia laica e repubblicana non ci sono dubbi: il segreto della confessione non vale se protegge un criminale. È in nome di questo stesso principio che la Procura di Genova ha interrogato una decina di sacerdoti in relazione al caso di Nada Cella, la giovane segretaria uccisa 25 anni fa nello studio di un commercialista: gli inquirenti italiani vogliono sapere chi era al corrente del crimine e perché non lo ha denunciato.

La polemica sui contrasti fra i diritti dello Stato e della Chiesa, da sempre molto accesa in Francia, si sta ridimensionando dopo gli interventi del presidente Macron ("Le leggi della Repubblica sono prioritarie") e dei ministri della Giustizia (Dupond-Moretti) e degli Interni (Darmanin), secondo i quali "i preti hanno l’obbligo tassativo di allertare sui casi di pedofilia di cui siano informati". Il presidente della Conferenza episcopale francese Eric de Moulins-Beaufort si è detto sconvolto per i risultati di un’inchiesta sugli abusi sessuali della Chiesa dal 1950 in poi: 330 mila casi di violenze e aggressioni sessuali a danno di minori. "Bisogna rivedere le pratiche della Chiesa alla luce di questa cruda realtà: per noi la protezione dell’infanzia viene prima di tutto". Proprio ieri la Conferenza dei vescovi francesi ha annunciato la vendita di beni immobiliari per finanziare un fondo di aiuto per le vittime.