Roma, 1 settembre 2021 - Stazioni ferroviarie blindate fin dalle prime ore della mattina contro i no vax, che avevano minacciano di bloccarle come protesta contro l'obbligo di Green pass per aerei, treni e autobus a lunga percorrenza, che scatta oggi. Ma la protesta organizzata in 54 città è stata un flop generalizzato: molti controlli e pochi manifestanti, un unico fermo, di un ragazzo di Torino che ha dato un calcio a un agente e ha rifiutato di fornire le proprie generalità. E a Napoli hanno protestato soltanto in due. Risultato: neanche un treno bloccato, i convogli hanno viaggiato indisturbati, con i passeggeri muniti del loro bravo Green pass.

Che la manifestazione non abbia funzionato lo ammettono indirettamente anche i no Green pass: basta leggere i commenti pubblicati in queste ore su 'Basta dittatura!' di  Telegram. "Qui ci sono solo giornalisti, io vado via - scrive Ghosst - Grazie per la prossima volta non invitatemi proprio". "Io sono a Brescia, non c'è nessuno", commenta sconsolato Billy, mentre Lisa A. è "pronta qua a Firenze: tutti poliziotti pronti chi altro c'è?". Esprime delusione l'emoticon con cui Marco B constata lo stesso scenario a Bergamo, e commenti praticamente identici arrivano da Riccione, Termoli, Trento. "Io sono in centrale a Milano non c'è nessuno - interviene Pino - a parole tutti leoni poi nessuno fa nulla".

L'obbligo di Green pass, come misura per contrastare la diffusione della pandemia da Covid, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza.

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Sommario:

La situazione città per città

A Roma davanti alla stazione Tiburtina, dov'era l'appuntamento romano delle 14.30, sono pochissimi i manifestanti. "Sono qui per manifestare contro il vaccino. Dietro c'è Bilderberg, Soros e le sue Ong, ci sono solo interessi dietro. E' una vergogna che i nostri politici obblighino i medici a vaccinarsi. Questa è dittatura", dice una signora. "Io ho il terrore del vaccino. Il Covid non esiste, i morti non sono morti di virus, qualcuno ha fatto le autopsie?", dice un'altra signora. "Il virus è una cosa, il diritto a spostarmi è un altro. Il governo sta esagerando: si occupino di curare i malati invece di rendere la vita un inferno ai sani. Oggi è una data simbolo, oggi si reprimono altri diritti sanciti dalla carta costituzionale. La politica fa schifo: sono deluso soprattutto dai grillini che dovevano fare la rivoluzione e stanno facendo peggio degli altri", sostiene un manifestante.

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A Trieste nessun problema in stazione ma mini-corteo all'università: l'ha organizzato il candidato sindaco Ugo Rossi contro il Green pass e "contro l'obbligo vaccinale". Una ventina di manifestanti sono entrati in corteo senza esibire il green pass nei corridoi dell'università, annunciandosi con tamburi e corna.

Flop anche a Bologna: una quindicina i manifestanti si sono ritrovati davanti alla stazione centrale, presidiata da un folto schieramento di agenti delle forze dell'ordine: nessuna tensione particolare, ma solo qualche battibecco con i cronisti presenti. Gli agenti hanno impedito l'accesso di qualche manifestante che voleva entrare alla spicciolata, poi qualcuno è riuscito a passare, ma solo dopo aver indossato la mascherina, mostrato i documenti e assicurato di voler accedere all'atrio solo per usufruire delle biglietterie automatiche. Non è stato segnalato alcun disordine e il passaggio dei viaggiatori dell'alta velocità e dei treni ordinari sta avvenendo in modo regolare.

A Torino, il bilancio della manifestazione è di un fermo e poco più di venti manifestanti alla stazione di Porta Nuova. Il fermo ha riguardato un ventenne, che prima ha rifiutato di fornire le proprie generalità e poi ha tirato un calcio a un agente. Di lì, inevitabile il fermo. Sono invece una ventina i manifestanti che stazionano fuori dall'unico ingresso aperto.

Anche a Milano alla stazione Garibaldi si sono presentati pochi manifestanti, circa una trentina. Alcune decine, invece, gli uomini delle forze dell'ordine, tra Polizia di Stato e Carabinieri, schierati all'interno e all'esterno dello scalo, oltre che all'ingresso, dove può passare solo chi provvisto di biglietto.  La Polizia locale ha bloccato l'accesso per i mezzi privati allo slargo antistante alla stazione. Le proteste si sono accese quando a due manifestanti, che esibivano un biglietto di treno, è stato impedito l'accesso nello scalo ferroviario. "Io pago le tasse come tutti gli altri e non capisco perché non posso prendere come tutti gli altri", ha detto una manifestante mostrando un biglietto di treno. Ma dopo un tentativo di convincere le forze dell'ordine le due giovani si sono allontanate senza momenti di particolare tensione.

A Firenze fin dalla mattina presto è stata rafforzata la presenza delle forze dell'ordine intorno alla stazione ferroviaria di Firenze Santa Maria Novella. Ma si sono presentati solo in venti.

Genova qualche momento di tensione nel pomeriggio davanti alla stazione di piazza Principe quando la polizia ha chiesto a un piccolo gruppo di manifestanti ' no vax' i documenti per l'identificazione. Una donna ha dichiarato di non averli ed è stata portata in questura. Al mini presidio si è presentata anche una coppia che ha contestato i manifestanti no green pass

A Napoli Centrale tutto più che tranquillo: qui addirittura a manifestare erano solo due no green pass: sventolano il tricolore e protestano contro quella che definiscono una "dittatura sanitaria e politica". I due, uno dei quali è Raffaele Bruno, segretario nazionale del Movimento idea sociale ed ex Fiamma tricolore, spiega che "si è deciso di annullare la manifestazione in programma a Napoli" e motiva la sua presenza davanti alla stazione centrale con l'intento di spiegare ai cittadini le ragioni dei No vax e No Green Pass. 

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Green pass e controlli

Da questa mattina, a causa del minacciato blocco dei treni da parte del popolo "No Green pass" e "No vax, no mask", il Viminale ha aumentato i controlli da parte delle forze dell'ordine nelle stazioni, nei porti e negli aeroporti.  La ministra Lamorgese ieri ha detto che "non saranno ammesse illegalità in occasione delle iniziative di protesta nei pressi delle stazioni ferroviarie pubblicizzate sulla rete".  A Roma la questura ha predisposto un rafforzamento dei servizi di vigilanza e l'intensificazione dei controlli non solo nelle principali stazioni ferroviarie, come Termini e Tiburtina, ma anche Tuscolana Ostiense, Trastevere, San Pietro e tutti gli scali secondari come Roma San Lorenzo, delle ferrovie regionali e dei treni dei pendolari. Un servizio di vigilanza rafforzato che non riguarda solo la polizia, ma che è interforze: tutte le forze dell'ordine, a partire dai carabinieri, sono allertate.

Lamorgese: tolleranza zero

"Chi ferma la circolazione commette reato", avverte il sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia, mentre la ministra Luciana Lamorgese annuncia "tolleranza zero". "L'obiettivo comune è anche quello di individuare specifiche misure finalizzate a rafforzare la tutela dagli attacchi mossi sulla rete non solo nei confronti dei giornalisti ma di tutte le categorie più esposte a episodi di odio in questa delicata fase storica caratterizzata dalla pandemia", ha sottolineato la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese nel corso della riunione del "Centro di coordinamento dell'attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti", presieduta dalla stessa titolare del Viminale.

Luigi Di Maio, minacciato di morte, rincara: "Bloccare la possibilità di muoversi vuol dire reprimere la libertà". Anche i sindacati si schierano contro i no Green pass: il segretario della Fit Cisl, Salvatore Pellecchia, assicura che "chi decide di interrompere i servizi, in nome della libertà a non vaccinarsi, non avrà l'appoggio dei sindacati". Anche a scuola c'è l'obbligo di certificato verde per insegnanti e personale: il ministro Patrizio Bianchi che annuncia il via dal 13 settembre alla piattaforma per il controllo del Green pass. Sarà solo il preside ad effettuare il controllo, ognuno avrà un semaforo rosso ed uno verde. Il presidente dei presidi Giannelli (Anp) si dice preoccupato dalle supplenze dei professori senza certificato. 

Il lavoro della polizia postale

La Polizia Postale sta monitorando in queste ore i canali Telegram legati in particolare ad ambienti dei 'No Vax', per vigilare contro la diffusione illegale di contatti privati di persone finite nel mirino di alcuni gruppi, oltre a identificare i responsabili di minacce ed eventuali episodi che possano profilare il reato di istigazione a delinquere.

"Il lavoro di monitoraggio e di attenzione delle forze dell'ordine è massimo per garantire il diritto di libera circolazione dei cittadini in queste ore: la polizia postale sta lavorando per smantellare la rete che si sta costruendo per organizzare azioni in violazione del codice penale - ha detto il sottosegretario all'Interno, Ivan Scalfarotto a Radio Anch'io - Un conto sono le libere manifestazioni del pensiero, garantite dalla nostra Costituzione, altro sono le aggressioni che abbiamo visto in questi giorni, intollerabili, a giornalisti e medici che costituiscono veri e propri reati e come tali vanno perseguiti".  
"Non si tratta di criminalizzare chi non si vaccina, il punto è che rifiutare di immunizzarsi non è una scelta neutra: chi compie questa scelta mette a rischio se stesso e gli altri. Chiaro che la questa posizione non può essere agli occhi dello Stato la stessa di chi fa esercita la responsabilità civica di vaccinarsi", ha aggiunto.

Identikit dei no vax in terapia intensiva

Interessante la testimonianza di Alessandro Vergallo, presidente nazionale dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri (Aaroi-Emac), che spiega: "Chi si professa contro il vaccino Covid e spesso segue assurde teorie del complotto sui social, vive in una realtà virtuale dove ci si esalta a vicenda come se si avesse una competenza scientifica. Ma non è così, li vediamo quando arrivano in terapia intensiva, e sono ormai oltre il 90% del totale dei ricoverati, si convincono della vera realtà della malattia e della protezione che potevano avere con il vaccino solo quando sono nel letto di rianimazione. Solo allora capiscono". E aggiunge: "Purtroppo c'è uno zoccolo duro di italiani che è contro il vaccino, all'inizio ero per una 'moral suasion' rispetto a queste persone ma gli ultimi accadimenti mi fanno propendere per un sostegno all'obbligo vaccinale. Abbiamo provato di tutto, il Green pass doveva incentivare le immunizzazione degli scettici e sta funzionando, ma c'è una fetta di over 40-50 che fa resistenza. Ma - conclude - se vogliamo uscire dalla pandemia lo strumento è il vaccino altrimenti il bene della salute pubblica verrà messo in crisi da una fetta di popolazione che impedirà anche l'immunità di comunità". 

La protesta corre su Telegram

I gruppi di no vax e no green pass si sono organizzati su Telegram e altri canali social per bloccare le stazioni. "Non ci fanno partire con il treno senza il passaporto schiavitù? Allora non partirà nessuno", si legge in un volantino diffuso sul web, secondo cui sarebbero oltre 50 le città in Italia (tra cui Bologna, Napoli, Torino, Bari, Reggio Calabria) dove potrebbero essere organizzate le proteste oggi pomeriggio. E il gruppo Telegram 'Basta Dittatura!' ora se la prende con l'informazione: "Appello preparazione lista canali di manipolazione da presidiare il 3 settembre: oltre le città con sedi Rai di ogni capoluogo di Regione che sono già nella lista e in cui si presidierà solo la sede Rai. Per le città non capoluogo di Regione: scrivete nei commenti a questo messaggio la sede di tutti i canali di manipolazione presenti nella vostra località".

Ricciardi: io non ho paura

Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza, e ordinario di Igiene generale e applicata all'Università Cattolica di Roma commenta: "Tutti quanti noi abbiamo un intensificarsi dal momento in cui è partita la chat su Telegram, che incoraggia proprio al terrorismo. Io sono stato sempre minacciato, dall'inizio di questa cosa subiamo questo tipo di pressioni, però c'è stata un'intensificazione negli ultimi 5-6 giorni. Io non ho paura, ho la coscienza pulita di lavorare per il vantaggio della popolazione". "Nella mia vita - ha aggiunto - ho affrontato prove difficili, a partire dal mio tirocinio al pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli di Napoli, quando arrivavano a frotte persone ferite da arma da fuoco. Ne ho viste di tutti i colori, non mi fa né caldo né freddo, però mi fa molta tristezza". Quella dei no-Green pass e dei no-vax "è un'istigazione a delinquere, fanno benissimo la ministra Lamorgese e le forze dell'ordine a identificare e perseguire i responsabili", ha concluso. 

Sileri: il green pass protegge

il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri spiega: "Coloro che fanno minacce sono un numero esiguo, ma sono estremamente rumorosi. Questo è anche l'effetto dei social che non aiutano. Il green pass viene interpretato come un obbligo indiretto di vaccinazione, ma è anche un mezzo diagnostico e non è discriminazione ma protezione della popolazione". 
"Il green pass non è tipicamente italiano - continua - ma è utilizzato in gran parte di Paesi occidentali, si tratta di sicurezza. Ci rendiamo conto che abbiamo 130 mila morti alle spalle?".