Scatta l’allarme radicalizzazione dei No Pass. In Germania come in Italia. Servizi e polizia di prevenzione indagano sulle connessioni internazionali e temono che con la crescente marginalizzazione di una protesta che non riesce a centrare nessun obiettivo possa portare, per disperazione, ad azioni violente da parte da gruppi radicalizzati. Le forze dell’ordine sono convinte di poter bloccare il "salto di qualità" prima che sia troppo tardi, ma l’allarme è alto. Come ogni sabato, manifestazioni no vax e no pass a Milano, Trieste, Torino, Firenze, Padova, Novara, La Spezia. In cortei globalmente pacifici, i facinorosi non sono mancati. Come a Trieste, dove attorno alle 18, conclusa la manifestazione (8 mila partecipanti) 300-400 scalmanati hanno cercato lo scontro con la polizia tentando, senza riuscirci, di entrare in piazza Unità. Dopo un’ora di faccia a faccia ci sono stati scontri per una mezz’ora tra la polizia e i manifestanti quando lo schieramento di agenti si è mosso da piazza Unità d’Italia e...

Scatta l’allarme radicalizzazione dei No Pass. In Germania come in Italia. Servizi e polizia di prevenzione indagano sulle connessioni internazionali e temono che con la crescente marginalizzazione di una protesta che non riesce a centrare nessun obiettivo possa portare, per disperazione, ad azioni violente da parte da gruppi radicalizzati. Le forze dell’ordine sono convinte di poter bloccare il "salto di qualità" prima che sia troppo tardi, ma l’allarme è alto.

Come ogni sabato, manifestazioni no vax e no pass a Milano, Trieste, Torino, Firenze, Padova, Novara, La Spezia. In cortei globalmente pacifici, i facinorosi non sono mancati. Come a Trieste, dove attorno alle 18, conclusa la manifestazione (8 mila partecipanti) 300-400 scalmanati hanno cercato lo scontro con la polizia tentando, senza riuscirci, di entrare in piazza Unità. Dopo un’ora di faccia a faccia ci sono stati scontri per una mezz’ora tra la polizia e i manifestanti quando lo schieramento di agenti si è mosso da piazza Unità d’Italia e ha avanzato per spingere i manifestanti lontano. Le forze dell’ordine hanno caricato usando manganelli e alcune persone sono rimasta contuse. Colpiti anche alcuni poliziotti. Oltre una decina i fermati.

A Milano un gruppo di oltre 2mila persone (su un totale di 4mila del corteo, tra i quali l’ex Br Paolo Maurizio Ferrari) ha deviato dal percorso prescritto dalla questura per tentare di arrivare alla Darsena, bloccando il traffico a via Beatrice D’Este. Come tante volte nelle manifestazioni passate, sia a Milano che a Trieste e a Padova non sono mancati aggressioni verbali, e a Milano e Trieste anche fisiche, ai giornalisti. A Milano sono stati identificati e denunciati tre responsabili di un duplice assalto alla troupe di Fanpage. A Trieste il cronista del Piccolo, Gianpaolo Sarti, è stato colpito con una testata mentre a un collega di una televisione locale sono state danneggiate telecamera e microfono. Scontri anche a Torino tra la polizia e un corteo di 400 anarchici, che hanno lanciato bottiglie contro la polizia.

Ora più che mai il virus della radicalizzazione e dell’intolleranza si annida nella protesta. E non accade solo da noi. Dalla Germania l’intelligence avverte "la radicalizzazione dei no Covid è in aumento". L’allarme viene dal responsabile dell’intelligence interna della Turingia, una delle regioni dove il numero delle vaccinazioni è più basso. "La quarta ondata, la stretta sulle restrizioni – ha detto Stefan Kramer – potrebbero dare un nuovo slancio ai negazionisti. Si sta assistendo a bullismo on line, insulti, attacchi fisici e a comportamento ultra aggressivo in tutto il Paese da parte dei negazionisti". Un comportamento che il 20 settembre ha portato un no pass a sparare e uccidere il cassiere di una stazione di servizio di Idar Oberstein che lo aveva rimproverato per non avere la mascherina.

In Italia di due diverse fonti della sicurezza tracciano il seguente scenario. "I gruppi – spiega una fonte – sono sostanzialmente tre. Il primo è costituito da militanti dei gruppi di estrema destra come Forza Nuova, che utilizzano la protesta per fare proselitismo e si distinguono per gli scontri di piazza. Sono molto attivi anche gruppi di anarchici e centri sociali, anche questi concentrati a promuovere scontri di piazza per mettere il proprio sigillo e orientare politicamente la protesta. Il terzo gruppo è quello dei ’no vax puri’ radicalizzati, di solito senza prevedenti di attivismo politico, che sono molto motivati e hanno già promosso azioni contro farmacie, Asl, centri vaccinali e sindacati".

Il pericolo viene dal primo gruppo da attacchi mirati contro soggetti ad alta visibilità, del secondo gruppo si teme la frazione anarco-insurrezionalista che potrebbe ricorrere allo strumento delle lettere-bomba. Il terzo gruppo è il meno prevedibile, e pur essendo militarmente meno preparato e sinora non armato, vagheggia azioni violente anche clamorose. Come il gruppo di no vax che imperversava su Telegram, bloccato l’8 settembre dalla Digos e dalla procura di Milano, che ne ha denunciati 8 (due a Milano, 2 a Roma, 1 ciascuno a Bergamo, Reggio Emilia, Padova e Venezia). "Bisogna radere al suolo il Parlamento, con tutti dentro – dicevano nella loro chat –. Basta un piccolo drone pilotato a distanza con 500 grammi di tritolo". Farneticazioni, certo, ma secondo una fonte dei servizi, "è da questi no vax radicalizzati e disperati che potrebbero venire azioni di piccoli gruppi, azioni anche molto violente". Piccoli nuclei di questo tipo sono attivi in Lombardia, in Emilia Romagna, a Roma, in Veneto, Friuli, e Liguria.

Si indaga anche sulle connessioni con l’estero in particolare i neofascisti hanno contatti con gruppi inglesi e con i tedeschi di Afd mentre i non vax radicali li hanno con un movimento tedesco chiamata Querdenker, di ispirazione libertaria e alt-right, e che ha in Germania 59 gruppi attivi. "Non siamo preoccupati che la situazione ci sfugga di mano, la monitoriamo da vicino, e interveniamo sempre quando è il caso – osservano dalla polizia di prevenzione – ma l’attenzione è molto, molto alta".