Davide

Tabarelli*

Se il cambiamento climatico diventerà davvero un’emergenza, allora non potremo fare a meno del nucleare, perché è l’unica fonte che non ha emissioni di CO2 e che, allo stesso tempo, ci dà grande densità energetica, con possibilità di usarla quando ne abbiamo bisogno. Le fonti fossili fanno lo stesso, ma emettono CO2. Il sole e il vento, che non emettono, sono fonti disperse e disponibili ad intermittenza. È giusto mantenere un presidio sul nucleare.

Di questo se ne sono accorti anche gli ambientalisti degli Stati Uniti, dove prima è partito il nucleare, seguito subito dai movimenti di contestazione. Lo stesso inviato per il clima di Biden, l’ambientalista John Kerry, ha sposato il nucleare di nuova generazione.

Nel mondo ci sono oggi 442 reattori di grande dimensione in funzione, 26 in più del 1990, e altri 50 sono in costruzione. Chi li sta costruendo sono la Cina e gli altri Paesi di nuova industrializzazione e questo frena la realizzazione di nuove centrale a carbone, la prima causa di emissioni di CO2 a livello globale.

In questi giorni c’è una crisi elettrica in Europa con prezzi alle stelle che a fine mese picchieranno sulle bollette degli italiani; una delle cause è la chiusura delle poche centrali nucleari rimaste in Germania. Per fortuna che le 56 francesi, che ci riforniscono in parte, sono saldamente funzionanti, altrimenti rimarremmo senza luce.

*Presidente Nomisma Energia