Piero Degli Antoni The show must go no. Questo vorrebbero i puristi snob che increspano le narici davanti agli acrobatici tentativi di defibrillare gli spettacoli ormai privi di pubblico causa Covid. Gli applausi online a distanza del concerto di Capodanno di Vienna sono l’ultimo esempio di un...

Piero

Degli Antoni

The show must go no. Questo vorrebbero i puristi snob che increspano le narici davanti agli acrobatici tentativi di defibrillare gli spettacoli ormai privi di pubblico causa Covid. Gli applausi online a distanza del concerto di Capodanno di Vienna sono l’ultimo esempio di un multiforme campionario di sapida inventiva. Negli stadi ci sono i tifosi cartonati, a ‘Ballando con le stelle’ hanno fatto copia e incolla di gruppetti di spettatori delocalizzati, a Propaganda Live hanno messo le sagome di Vip sulle sedie vuote, a ‘Reazione a catena’ hanno skypizzato gli spettatori. Tutti encomiabili tentativi di supplire in qualche modo alle rigide norme anti-virus ma anche anti-ovazione.

Chi si lamenta dell’artificiosità di questi succedanei forse non ha riflettuto sul fatto che ogni spettacolo è, per definizione, fasullo. Chi assiste all’Amleto non pensa certo di trovarsi davvero in un castello danese, così come chi si gode la Boheme non è certo convinto di essere a Parigi. Nel lago dei cigni non ci sono cigni, la signora delle camelie non muore sul serio di tisi, i Pooh cantano Uomini soli ma di sicuro sono ben accompagnati, Loredana Bertè intona ‘Non sono una signora’ … vabbe’, questo è un esempio sbagliato.

Il mondo dello spettacolo si nutre di artifizi, se sul palco tutto è inganno perché non dovrebbe esserlo anche in platea? Le risate sul sottofondo degli show comici ci sono sempre state, perché ora dovremmo scandalizzarci se oltre al suono si mettono anche le immagini? Così è se vi appare.