di Giulia Prosperetti L’Italia di Draghi riparte dalla scuola. Tra i primissimi atti del nuovo esecutivo ci sono le ordinanze sugli esami di Stato anticipate dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che lunedì saranno inviate al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione per il parere previsto prima della loro emanazione. Anche quest’anno niente scritti per gli studenti dell’ultimo anno che, dal prossimo 16 giugno, data di inizio degli esami, si dovranno confrontare con una Maturità solo orale partendo dalla discussione di un elaborato. Rimane, invece, ancora in sospeso la questione del prolungamento delle lezioni fino a fine giugno che vede i sindacati della scuola nettamente contrari. "L’esame deve essere...

di Giulia Prosperetti

L’Italia di Draghi riparte dalla scuola. Tra i primissimi atti del nuovo esecutivo ci sono le ordinanze sugli esami di Stato anticipate dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che lunedì saranno inviate al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione per il parere previsto prima della loro emanazione. Anche quest’anno niente scritti per gli studenti dell’ultimo anno che, dal prossimo 16 giugno, data di inizio degli esami, si dovranno confrontare con una Maturità solo orale partendo dalla discussione di un elaborato. Rimane, invece, ancora in sospeso la questione del prolungamento delle lezioni fino a fine giugno che vede i sindacati della scuola nettamente contrari.

"L’esame deve essere concepito come il diritto di tutte le studentesse e tutti gli studenti a essere valutati sulla base delle attività scolastiche svolte nell’arco di tutto il loro percorso. Tenendo conto delle difficoltà vissute durante l’emergenza sanitaria" assicura Bianchi.

Una decisione salutata favorevolmente da sindacati e presidi ma che fa storcere il naso a quanti, come la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, avrebbero gradito maggiore discontinuità con l’era Azzolina. È la stessa ex ministra dell’Istruzione a rivendicare la paternità della proposta: "Il ministro Bianchi – ha osservato Azzolina – sembra intenzionato giustamente ad accogliere la mia proposta e replicare lo schema dello scorso anno di un esame semplificato ma serio. L’ordinanza era pronta da settimane, l’ho rinviata per rispetto istituzionale, aspettando la formazione della nuova maggioranza. Si è invece deciso di scavalcarla". Il ministero non entra nella polemica evitando di replicare alle parole dell’ex ministra.

Tuttavia, sebbene il maxi orale imposto dall’emergenza sanitaria ancora in corso ricalchi l’impostazione dello scorso anno, nel nuovo esame sembra emergere chiaramente la mano del professore universitario che, per sopperire all’assenza degli scritti, introduce una sorta di tesi finale.

"Studentesse e studenti, attraverso il loro elaborato, che potrà essere un testo, ma anche una prova pratica o un prodotto multimediale, – spiega Bianchi – potranno dimostrare ciò che hanno appreso e compreso, la loro capacità di pensiero critico e di esprimersi. Saranno seguiti, passo dopo passo, dall’assegnazione dell’argomento dell’elaborato, fino alla sua discussione di fronte alla commissione". L’elaborato, che dovrà essere consegnato entro il 31 maggio, – fa sapere il ministero – riguarderà le discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi da integrare in base alle competenze dello studente. L’ammissione all’esame sarà deliberata dal consiglio di classe. Il credito scolastico avrà un peso fino ad un massimo di 60 punti, 40 per l’orale. La votazione finale resta in centesimi e si potrà ottenere la lode. Confermata la commissione interna con il presidente esterno.

Dopo la discussione dell’elaborato, la prova orale proseguirà con l’analisi di un testo già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento della lingua e letteratura italiana. Saranno poi analizzati, come lo scorso anno, dei materiali (un testo, un documento, un problema, un progetto) predisposti dalla commissione.

Stessa impostazione alle medie dove l’esame finale prevede una prova orale a partire dalla discussione di un elaborato, da consegnare entro il 7 giugno, su una tematica assegnata dai Consigli di classe.

Sull’ipotesi di allungare il calendario scolastico fino al 30 giugno – definita dal segretario Flc Cgil, Francesco Sinopoli, "una mera operazione ragionieristica" – da quanto si apprende l’intenzione di Bianchi rimane quella di lavorare insieme a regioni e territori.