Una protesta contro la Dad. Sopra, l’ex ministro Maurizio Lupi, 61 anni
Una protesta contro la Dad. Sopra, l’ex ministro Maurizio Lupi, 61 anni
di Alessandro Belardetti "La Dad è stata fallimentare, stiamo perdendo una generazione di ragazzi che non impara più". A lanciare l’allarme è l’ex ministro Maurizio Lupi. Onorevole, cosa manca alla scuola per ripartire in presenza al 100% e chiudere definitivamente l’esperienza della Didattica a distanza? "Innanzitutto, la volontà e la certezza da parte di tutti – risponde l’ex ministro 61enne, ora presidente di ’Noi con l’Italia’ –. Dai presidi ai parlamentari, dai provveditori ai presidenti di regioni: tutti devono essere coscienti che la scuola in presenza è necessaria allo studente tanto quanto il supermercato aperto alla famiglia per fare la spesa. È un bisogno primario. Mai più si deve ricorrere alla Dad, qualsiasi sia la situazione epidemiologica. E perché questo si realizzi abbiamo proposto il piano al generale...

di Alessandro Belardetti

"La Dad è stata fallimentare, stiamo perdendo una generazione di ragazzi che non impara più". A lanciare l’allarme è l’ex ministro Maurizio Lupi.

Onorevole, cosa manca alla scuola per ripartire in presenza al 100% e chiudere definitivamente l’esperienza della Didattica a distanza?

"Innanzitutto, la volontà e la certezza da parte di tutti – risponde l’ex ministro 61enne, ora presidente di ’Noi con l’Italia’ –. Dai presidi ai parlamentari, dai provveditori ai presidenti di regioni: tutti devono essere coscienti che la scuola in presenza è necessaria allo studente tanto quanto il supermercato aperto alla famiglia per fare la spesa. È un bisogno primario. Mai più si deve ricorrere alla Dad, qualsiasi sia la situazione epidemiologica. E perché questo si realizzi abbiamo proposto il piano al generale Figliuolo".

Quali sono i punti chiave?

"In primis, la sfida si vince con i vaccini e non con la paura. Vogliamo che dal 30 agosto al 15 settembre le scuole diventino hub vaccinali: sarebbe un traino importante per gli indecisi e avrebbe un valore educativo straordinario. Secondo punto, in ogni plesso torni il presidio infermieristico: ora per iniezioni e tamponi, in futuro come riferimento sanitario. Terzo punto, fare test salivari gratis dai 12 ai 18 anni. Infine, in caso di un contagio, dopo uno screening dei contatti, si continua a fare lezione se gli altri sono negativi".

In un anno e mezzo nessuno è stato in grado di fare ripartire l’Istruzione. Di chi la colpa?

"Di chi ha scelto la strada più semplice, quella di chiudere. Il Cts diceva ’dobbiamo fare distanziamento sociale’. Ma in realtà il distanziamento doveva essere fisico. Fare diventare l’Italia una grande bolla è stato un errore: la colpa è di chi ha utilizzato la paura come strumento per invitare gli italiani a stare in casa. Con Draghi c’è stato il cambio di passo: il Cts non è più il vangelo a scatola chiusa. La via maestra è ’il rischio calcolato’".

La Dad ha cresciuto giovani impreparati, affossando l’apprendimento. Stiamo perdendo una generazione?

"Certo, i dati Invalsi lo dimostrano: il 44% dei maturandi non ha raggiunto un livello minimo d’italiano e il 51% per la matematica. Un altro dato impressionante è legato alle conseguenze psicologiche della chiusura delle scuole. In più esiste ancora un’Italia a due velocità: 600mila studenti, che non avevano i mezzi per la Dad, non hanno fatto lezione".

La Francia prevede che in caso di un positivo alle superiori solo i non vaccinati stiano in quarantena in Dad, mentre gli altri studenti possono continuare le lezioni in presenza.

"Non sono d’accordo. Il Green pass non è l’obbligatorietà del vaccino, ma ha tre condizioni: l’immunizzazione, la guarigione, il tampone negativo. Poi c’è un problema di privacy".

Anche il capo dei presidi, Giannelli, sostiene che il sistema della quarantena attuale vada rivisto. Ovvero, se c’è un solo positivo, e magari asintomatico, non si può fermare l’educazione di 25 ragazzi.

"Pure Draghi lo sostiene, questo è il rischio calcolato".

Il governo e gli scienziati – se a settembre non si raggiungerà il 90% di prof e il 60% di ragazzi protetti – stanno valutando l’obbligo vaccinale per chi frequenta gli istituti. Convidive?

"Solo per i docenti, i ragazzi devono poter andare in classe. Ma sono convinto che si arriverà ai target del Piano. Prima dell’obbligatorietà ci sono altri step. Il problema sono molte regioni ancora al 60% di prof coperti".

Il governatore De Luca ha annunciato: "Scuola in presenza solo con tutti gli under 18 immunizzati".

"Allora chiuda i supermercati e gli altri beni essenziali aperti. Ecco perché dico: tutti siano coscienti che la scuola in presenza è un bene primario".

Nonostante siano passati due anni scolastici nel caos più totale, i lavori di ristrutturazione e riqualificazione degli edifici restano pochi, così come lasciano a desiderare i trasporti locali in molte città.

"Ero ministro delle Infrastrutture, nel 2015 nel governo Renzi, quando è stata istituita la cabina di regia per gli istituti scolastici...".

In famiglia tutti vaccinati?

"Sì, io ho fatto AstraZeneca. Anche i miei 3 figli sono coperti. In più mia moglie è insegnante e so bene cosa significhi la Dad".