Il presidente M5s Giuseppe Conte, 57 anni, premier dal 2018 al febbraio scorso
Il presidente M5s Giuseppe Conte, 57 anni, premier dal 2018 al febbraio scorso
Temendo di finire "come un gatto in tangenziale" Conte ha deciso di non schierare nessun candidato del M5s nel collegio uninominale di Roma-Primavalle quando – il 3 e 4 ottobre – si voterà, oltre che per le amministrative, anche per le suppletive, a Roma come a Siena, dove corre Letta. Eppure, alle politiche del 4 marzo 2018 (appena tre anni fa), la vincitrice di quel collegio, pur se di un soffio (39.550 voti per l’M5s contro 38.226 voti per il centrodestra, mille voti appena di distacco), fu la grillina Emanuela Del Re. Insomma, il collegio in teoria doveva essere ‘facile’ per i 5Stelle, ma Conte ha preferito non rischiare: del resto, ora l’M5s vale meno del 15%. La Del Re si è dimessa perché...

Temendo di finire "come un gatto in tangenziale" Conte ha deciso di non schierare nessun candidato del M5s nel collegio uninominale di Roma-Primavalle quando – il 3 e 4 ottobre – si voterà, oltre che per le amministrative, anche per le suppletive, a Roma come a Siena, dove corre Letta. Eppure, alle politiche del 4 marzo 2018 (appena tre anni fa), la vincitrice di quel collegio, pur se di un soffio (39.550 voti per l’M5s contro 38.226 voti per il centrodestra, mille voti appena di distacco), fu la grillina Emanuela Del Re. Insomma, il collegio in teoria doveva essere ‘facile’ per i 5Stelle, ma Conte ha preferito non rischiare: del resto, ora l’M5s vale meno del 15%. La Del Re si è dimessa perché ha avuto l’onore, e la fortuna, di essere nominata Alto rappresentante della Ue per la regione del Sahel, che sta in Africa. E così, ora, essendo il collegio Lazio 11, quello di Roma Primavalle, un uninominale, tocca rivotare.

E gli altri candidati? Non sono un granché, ecco. C’è l’ex magistrato Luca Palamara, primo ex presidente dell’Anm a essere cacciato, per indegnità, dalla magistratura italiana, che si candida per "la battaglia della giustizia giusta", a nome di una lista ‘Palamara’ insieme ai Radicali. C’era, fino a ieri, l’ex ministra alla Difesa nel governo gialloverde, Elisabetta Trenta, uscita dal M5s, che si era candidata con la – rediviva – Italia dei Valori, ma che ha dovuto rinunciare: troppo poche le firme raccolte a pié della lista. Poi c’è il giovane carneade romano Andrea Casu, segretario dei dem romani, che si candida per Pd e centrosinistra, ma con scarse possibilità anche se la non presenza dei grillini in qualche modo lo favorirà. L’M5s official, invece, niente. Conte vuole evitare "una brutta figura" al suo Movimento che rischia, in quel collegio, percentuali da prefisso telefonico nonostante la contrarietà di una parte della base e della sindaca uscente, Virginia Raggi, che voleva esprimere, invece, una candidatura di spessore, che però non si trovava. E, infine, c’è l’ex candidato del centrodestra di quel collegio, Pasquale Calzetta che, ex presidente di Municipio, ritenta la sorte: è stato imposto al centrodestra dagli azzurri romani che, per bocca di Maurizio Gasparri, hanno spiegato a Salvini che, loro, Palamara – che il leader leghista era tentato di appoggiare – non lo volevano veder neppure dipinto in un collegio che "spetta a noi" (la Meloni, per una volta, abbozza).

Ci si potrebbe chiedere, tra il serio e il faceto, cosa hanno fatto di male gli abitanti romani di Primavalle per meritarsi tali candidati, ma tant’è. Certo, il quartiere è diventato famoso perché, in quel di Bastogi, tra i suoi palazzi, è stato ambientato "Come un gatto in Tangenziale" della coppia Albanese&Cortellesi (è da poco uscito il sequel), ma la tradizione del quartiere è pesante. Tra le prime borgate ‘fasciste’ di Roma, cresciuto a dismisura e nella maniera più ‘brutta’ possibile, negli anni ’70, è stato il terribile sfondo del ‘rogo di Primavalle’ (una intera famiglia di missini vi perse la vita), ma anche di tanti episodi di droga, criminalità e lutti, cantati da Franco Califano ("Cuori grandi di Primavalle vi aspetta una vita fatta a spicchi di stellei valori delle cose sono fuori da ogni dose"). È quasi certo vinca il centrodestra, col Pd troppo debole e i 5Stelle non pervenuti. Conte – che punta a candidarsi, sì, ma nel collegio di Roma centro che, se vincesse il comune di Roma, lascerà libero il dem Gualtieri – ha evitato di finire "come un gatto in tangenziale".

Ettore Maria Colombo