Roma, 12 marzo 2018 - Nicolò Zanon, giudice della Corte Costituzionale, è indagato a Roma per peculato d'uso. "Sono sereno e conto di poter dimostrare l'assoluta insussistenza del reato che mi viene contestato", ha commentato il magistrato, annunciando contemporaneamente le sue dimissioni, presentate al Presidente della Consulta, Giorgio Lattanzi, eletto proprio qualche giorno fa. Una decisione presa "per rispetto dell'etica istituzionale e della funzione che ricopro, nonché per il rispetto che porto verso il Presidente". 

Secondo la Procura della Capitale, Zanon avrebbe messo a disposizione di sua moglie, l'ex consigliera comunale di Milano in quota Pd, Marilisa D'Amico, l'auto istituzionale che gli era stata data per uso esclusivo. La donna si sarebbe servita della macchina con autista riservata al giudice e dei relativi buoni benzina quando il marito era fuori per lavoro, per motivi dunque che esulano da quelli di servizio. I fatti contestati risalgono a qualche mese fa. 

Ordinario di diritto costituzionale alla Statale di Milano, Zanon fu assistente di studio alla Corte costituzionale del giudice Valerio Onida dal 1996 al 1997. Nel 2010 fu eletto, su indicazione del centrodestra, al Consiglio superiore della magistratura. Nell'ottobre 2014 la nomina a giudice della Consulta da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.