Martedì 16 Luglio 2024

Nella casa dei genitori. Giù dal tetto con il figlio: "Vi prego, perdonatemi"

La 40enne soffriva di depressione, il bimbo di 6 anni è deceduto sul colpo con lei. Nella borsetta oltre ai biglietti d’addio sono state trovate benzodiazepine.

Nella casa dei genitori. Giù dal tetto con il figlio: "Vi prego, perdonatemi"

Nella casa dei genitori. Giù dal tetto con il figlio: "Vi prego, perdonatemi"

"Non ce la faccio più, vi prego perdonatemi". Un lungo messaggio d’addio, trovato nella borsa di Graziana Helga Todaro, la commessa di 40 anni – nata a Messina ma residente a Rimini – che ieri mattina è salita sul tetto del palazzo in cui abitano i genitori e si è lanciata nel vuoto, stringendo tra le braccia il figlio Manuel, di sei anni. Un volo mortale da una quindicina di metri circa poi lo schianto sul pavimento duro e freddo dello spiazzo condominiale sul quale le vite di entrambi si sono spezzate per sempre. A dare l’allarme una vicina di casa che, vedendo i due corpi stesi a terra, ha allertato subito i soccorsi. Sul posto si sono precipitate le ambulanze del 118. Per Graziana e per Manuel a quel punto però non c’era già più nulla da fare. I medici hanno provato disperatamente a rianimare entrambi. In via delle Piante, teatro della tragedia, sono intervenuti i poliziotti della Scientifica e quelli della squadra mobile di Rimini, guidata dal commissario capo Marco Masia, al lavoro pe ricostruire con precisione la dinamica di un episodio sconvolgente e assurdo, che ha lasciato senza fiato l’intero quartiere.

Stando alle prime ricostruzioni, i genitori di Graziana non si sarebbero accorti di nulla. La donna, quasi ogni mattina, aveva infatti l’abitudine di accompagnare il piccolo dai parenti prima di recarsi al lavoro. Il bambino veniva quindi portato dai nonni al centro estivo e poi la mamma lo andava a riprendere una volta finito il turno. Per questo motivo, pare la donna avesse le chiavi del palazzo. Ieri mattina, stando a quanto emerso, avrebbe quindi aperto da sola il portone del condominio e poi sarebbe salita fino al quinto e ultimo piano, raggiungendo da lì il tetto.

Nella borsetta, che Graziana ha portato con sé gettandosi nel vuoto, sono state ritrovate delle benzodiazepine. Pare che la donna soffrisse già da un po’ di tempo di problemi di depressione: ogni tanto si sottoponeva a una seduta da uno psicologo di fiducia, ma non era in cura in nessun centro. Il compagno della donna, che lavora per le Ferrovie dello Stato, era all’oscuro del dramma ed è stato raggiunto sul luogo di lavoro dal personale della polizia che lo ha poi accompagnato in Questura per cercare di individuare le cause che abbiano portato la 40enne a un gesto simile. Ieri mattina la donna doveva recarsi come ogni giorno a lavorare nel punto vendita Tigotà di via Gambalunga a Rimini, ma da quella porta non ci è mai entrata. "Graziana ieri non rispondeva al telefono, ma era sua abitudine farlo e per questo non ci siamo allarmati" racconta il responsabile del punto vendita. Nel 2005 un ragazzo di 17 anni aveva perso la vita, gettandosi nel vuoto dal tetto dello stesso palazzo, in via delle Piante.

Lorenzo Muccioli