Più di tre giorni interi davanti al video. Prima di Giorgia Meloni, le 100 ore del filmato integrale di Fanpage dovranno vedersele gli investigatori del Nucleo economico finanziario della Guardia di Finanza, ai quali il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli ha delegato le indagini coordinate dal pm Giovanni Polizzi. Due le...

Più di tre giorni interi davanti al video. Prima di Giorgia Meloni, le 100 ore del filmato integrale di Fanpage dovranno vedersele gli investigatori del Nucleo economico finanziario della Guardia di Finanza, ai quali il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli ha delegato le indagini coordinate dal pm Giovanni Polizzi. Due le ipotesi di reato iscritte per il momento nel fascicolo: finanziamento illecito ai partiti e riciclaggio. Dai dialoghi dei protagonisti mandati in onda, infatti, non solo si coglie la possibilità che alcune attività organizzate dai candidati di Fratelli d’Italia a Milano (tra cui l’avvocata Chiara Valcepina) siano "black", come dicono, cioè finanziate in nero. Ma, in particolare alcuni frasi pronunciate dal "Barone nero" Roberto Jonghi Lavarini, alludono alla possibilità di "ripulire" attraverso regolari contributi al partito, denari che certi finanziatori prenderebbero da propri "fondi neri".

Dopo aver visionato integralmente i filmati, dunque, i finanzieri passeranno al setaccio i conti correnti milanesi del partito di Meloni per analizzare flussi di contributi e spese. L’unico modo, del resto, per chiarire se quelli di Jonghi Lavarini e dell’eurodeputato Carlo Fidanza (foto) fossero discorsi seri o chiacchiere da bar. "Il giornalista ha avvicinato anche me, ma gli ho risposto che non vendo i miei ideali. Ho registrato tutto, sono a disposizione della Procura", ha detto ieri il leghista Max Bastoni. L’altro aspetto del filmato sul quale indagherà il pm Piero Basilone, è quello dei saluti romani e delle battute razziste e antisemite. Reati ipotizzati, apologia di fascismo e propaganda di idee fondate sull’odio razziale.

Mario Consani