Daniele Franco, 67 anni, ministro dell’Economia e delle finanze nel governo Draghi. È stato ex direttore generale di Bankitalia
Daniele Franco, 67 anni, ministro dell’Economia e delle finanze nel governo Draghi. È stato ex direttore generale di Bankitalia
di Claudia Marin La crescita italiana è nell’immediato futuro: "Ci aspettiamo un rimbalzo già nel prossimo trimestre – sintetizza Mario Draghi –, anche se è presto per parlare di crescita sostenuta: per questa ci sarà bisogno del Pnnr". Vale a dire, della traduzione in fatti del Recovery Plan. Perciò il governo porterà la prossima settimana in Cdm i decreti su semplificazioni e governance, essenziali a far partire il piano su cui, precisa il premier, "non c’è stato alcun rallentamento e il tempo trascorso è stato necessario per affrontarne la complessità". In ogni caso siamo al momento cruciale: "Per...

di Claudia Marin

La crescita italiana è nell’immediato futuro: "Ci aspettiamo un rimbalzo già nel prossimo trimestre – sintetizza Mario Draghi –, anche se è presto per parlare di crescita sostenuta: per questa ci sarà bisogno del Pnnr". Vale a dire, della traduzione in fatti del Recovery Plan. Perciò il governo porterà la prossima settimana in Cdm i decreti su semplificazioni e governance, essenziali a far partire il piano su cui, precisa il premier, "non c’è stato alcun rallentamento e il tempo trascorso è stato necessario per affrontarne la complessità".

In ogni caso siamo al momento cruciale: "Per fine mese abbiamo l’attrezzatura per partire".

Draghi si presenta in conferenza stampa dopo oltre due ore di discussione coi ministri. Tema, il decreto Sostegni bis, ossia l’ennesima manovra per tamponare i danni del Covid sull’economia del Paese: circa 40 miliardi per imprese, lavoro, professioni, sanità, giovani. Spiccano i 17 miliardi per le imprese e i 3,4 per il turismo.

Sono misure, spiega il premier, che "guardano al futuro, al Paese che riapre, senza lasciare indietro nessuno". Non solo dunque un pronto soccorso ma, soprattutto, una leva per la ripresa. Si discute norma su norma, senza screzi, ma con alcune correzioni al testo in entrata. L’auspicio del premier è in ogni caso che non si debba più avere bisogno, nei prossimi mesi, di altri decreti basati su ristori e sovvenzioni. Il piatto forte resta quello dei 17 miliardi per le imprese e le professioni, con nuovi criteri, e 9 miliardi di aiuti sul credito e la liquidità delle imprese. Ci sono norme per il settore dei matrimoni e dello sport, per i lavoratori dello spettacolo, per la scuola. C’è un intervento per accelerare la produzione dei vaccini che toglie centralità a Invitalia e la conferisce a una fondazione dell’Enea. La parte del leone è ancora quella dedicata ai ristori, per i quali cambia il metodo, che si divide in tre binari: intanto chi sta ricevendo o ha ricevuto il bonifico da parte dell’Agenzia delle Entrate ne riceverà un altro, dello stesso importo. Ma si potrà chiedere di cambiare periodo per calcolare le perdite, cosa che consentirà l’accesso a 370mila partite Iva in più.

Chi vorrà, potrà poi chiedere un conguaglio sulla base del calcolo degli utili, che arriverà entro la fine dell’anno. Per le attività più colpite dalle restrizioni anti-Covid arriva anche un fondo ad hoc da 100 milioni, e altrettanti per il fondo per la montagna. Altri 120 milioni andranno divisi tra i comparti degli organizzatori di matrimoni, del tessile e dei parchi tematici. Il sostegno al mondo del turismo e della cultura prevede 3,4 miliardi. Nuova indennità una tantum da 1.600 euro per stagionali e lavoratori dello spettacolo. E per i giovani, spiega Draghi, grazie ai mutui ad hoc sarà "più facile comprare casa e costruirsi una famiglia". Salta, invece, la maxi-dote per le fusioni bancarie, che avrebbe aumentato del 50% i crediti fiscali trasformabili in capitale. E con essa la proroga (forse a giugno 2022) della scadenza per poter beneficiare dell’incentivo al consolidamento.