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12 giu 2022

Nebbia, vento contrario Così l’apparecchio non ha avuto scampo

12 giu 2022

Scarsa visibilità, vento contrario sostenuto, moti turbolenti di aria con vortici in salita e in discesa. Una situazione meteo difficilissima, quella nella quale si è trovato l’elicottero precipitato sul Cusna. L’analisi del maltempo di giovedì mattina, nelle ore in cui si è verificato l’incidente, è stata ricostruita nei dettagli da un report di Reggio Emilia Meteo.Proprio la situazione meteo e una valutazione sulla scelta di proseguire il volo saranno al centro dell’indagine per disastro colposo della Procura, aperta da Lucca e girata per competenza a Reggio Emilia. Sette le vittime, per ora non ci sono indagati. L’elicottero è precipitato quando era chiaramente fuori rotta rispetto al percorso previsto.

La zona dello schianto, sull’Appenino Reggiano, è al centro di una preziosa rete di stazioni meteo. "Giovedì mattina – spiega il direttore di Reggio Emilia Meteo, il meteorologo Andrea Bertolini, autore del report che esamina nel dettaglio la situazione tra le ore 10 e le 12 del giorno della tragedia – c’era un vento teso da nord est che impattava contro il crinale. Scavalcando questa barriera orografica si creavano dei rotori di sottovento, una sorta di vortici, potremmo paragonarli a rulli che si muovono come moti turbolenti per cui il vento, anzichè procedere in modo lineare nella valle, probabilmente aveva assunto componenti verticali, in salita e in discesa". Per l’elicottero la situazione sembra indicare condizioni di volo difficilissime. "C’era scarsa visibilità – prosegue Bertolini –, la base delle nubi è stata molto bassa per tutta la mattinata di giovedì. L’elicottero doveva entrarci per superare gli ostacoli, inoltre c’era il vento con rotori di sottovento. Tutto questo contribuiva a rendere il volo instabile, non erano certo condizioni buone nelle quali trovarsi con un simile veicolo".

Reggio Emilia Meteo ha proposto nel report anche immagini prese dal satellite: "Si nota la nuvolosità presente nell’Appennino, fino alle 10 confinata sul lato emiliano. Partendo da Lucca probabilmente le condizioni erano buone, poi sull’alto crinale hanno trovato le nubi che hanno creato le difficoltà". Le immagini prese da terra mostrano tuttavia una discreta visibilità: "Non bisogna farsi ingannare guardando la situazione dal basso – precisa Bertolini –. Se abbiamo delle nubi da un’altezza di poco più di mille metri e un elicottero vola a 1.600 metri, chi viaggia si trova nella nebbia, in una situazione molto critica".

Le nubi di prima mattina si trovavano già a soli 900-1000 metri, risalendo a 1200-1300 dopo le 11. La stazione meteo del Rifugio Battisti ha registrato una temperatura massima, nella mattinata del 9 giugno, vicina agli 8°C, con venti moderati da Nord-Nordest e raffiche massime di 32,4 kmh. Non c’era pioggia. Le ipotesi? "Il vento può aver creato un rotore, un vortice che può aver messo in difficoltà l’apparecchio. Oppure nel tentativo di scollinare su un passo l’elicottero può aver toccato", conclude Bertolini.

Paolo Patria

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