Palermo, 25 agosto 2018  - Il ministro Matteo Salvini è il principale indagato nell'indagine aperta sui migranti bloccati sulla nave Diciotti, che ora quindi non è più a carico di ignoti. In una nota la Procura di Agrigento scrive: "Al termine dell'attività istruttoria compiuta a Roma, la Procura di Agrigento ha deciso di passare a 'noti' il fascicolo, iscrivendo due indagati, un ministro e un capo di gabinetto, e trasmettendo doverosamente i relativi atti alla competente Procura di Palermo per il successivo inoltro al tribunale dei ministri del capoluogo". La conferma arriva direttamente dall'account di Salvini su Facebook: "Possono arrestare me ma non la voglia di 60 milioni di italiani, indaghino chi vogliono. Abbiamo già dato abbastanza, è incredibile vivere in un paese dove dieci giorni fa è crollato un ponte sotto il quale sono morte 43 persone dove non c'è un indagato e indagano un ministro che salvaguardia la sicurezza di questo Paese. E' una vergogna". 

Il ministro dell'Interno è indagato per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d'ufficio, nell'ambito dell'inchiesta sul caso "Diciotti". Assieme a lui nel mirino dei giudici anche il capogabinetto del ministro. 

Luigi Patronaggio, che guida la procura di Agrigento, lo ha deciso al termine dell'attività istruttoria di oggi presso la Procura di Roma. Il magistrato aveva sentito i dirigenti responsabili del servizio immigrati al Viminale e ricostruito il passaggio di ordini partiti dal ministero e arrivati sino al comandante della nave Diciotti. ''Tale procedura, prevista e imposta dalla legge costituzionale 16/1/89 n.1, permetterà, con tutte le garanzie e le immunità previste dalla medesima legge, di sottoporre a un giudice collegiale specializzato le condotte poste in essere dagli indagati nell'esercizio delle loro funzioni - dice ancora Patronaggio - Uno dei quali appartenente ai qualificati soggetti indicati dall'articolo 4 della norma costituzionale''.  "Come è noto infine ogni eventuale negativa valutazione delle condotte di cui sopra, dovrà essere sottoposta alla autorizzazione della competente Camera", termina la nota. 

LA PROCEDURA - "La procedura prevede che gli atti vengano trasmessi al procuratore della Repubblica di Palermo che, entro 15 giorni, li dovrà poi girare alla sezione del distretto di Palermo del Tribunale dei ministri, organismo composto da tre magistrati scelti per sorteggio ogni due anni e attualmente in carica". Lo spiega il presidente del Tribunale di Palermo, Salvatore Di Vitale. "In ogni caso il tribunale dei ministri dovrà eseguire una istruttoria alla fine della quale può archiviare ovvero trasmettere nuovamente le carte al procuratore della Repubblica che dovrà inoltrare l'autorizzazione a procedere alla Camera di competenza".

SALVINI: FIERO DI DIFENDERE I CONFINI ITALIANI - "Il Procuratore di Agrigento ha chiesto ufficialmente i miei dati anagrafici. Per fare cosa? Non perda tempo, glieli do io. Matteo Salvini, nato a Milano il 9/3/1973, residente a Milano in via xxx, cittadinanza italiana. Se vuole interrogarmi, o magari arrestarmi perchè difendo i confini e la sicurezza del mio Paese, ne sono fiero e lo aspetto a braccia aperte!". E' la reazione del ministro dell'Interno e vicepremier in un post pubblicato sul suo profilo Facebook alla notizia dell'indagine. Salvini continua: "P.s., nonostante insulti, minacce, inchieste e vergogne europee, sto lavorando per chiudere la 'pratica Diciotti' senza che a pagare stavolta siano gli Italiani, visto che abbiamo accolto e speso abbastanza".

"Dalla prossima nave può fare marcia indietro e tornare, mi possono indagare anche per questo ma il limite è stato raggiunto". Ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini alla festa della Lega di Pinzolo. "Alcuni immigrati vanno in Albania, il governo albanese si è dimostrato migliore di quello francese. E io dico grazie agli albanesi e vergogna ai francesi. La restante parte dei migranti andrà in uno-due altri Paesi ma la maggioranza, e ci ho lavorato personalmente mentre gli altri insultavano, sarà ospitata a cura dei vescovi della Chiesa italiana".

ANM: INTERFERENZE DI SALVINI - Poco prima l'Anm aveva parlato di "Inammissibili interferenze di Salvini: "In questi giorni la Procura della Repubblica di Agrigento sta svolgendo gli accertamenti necessari a verificare se nella delicata vicenda della nave Diciotti siano stati commessi dei reati. Purtroppo registriamo che, parlando della vicenda, il Ministro dell'Interno ha rilasciato dichiarazioni tendenti ad orientare lo sviluppo degli accertamenti con riguardo ai soggetti potenzialmente responsabili". E' quanto dichiara, con una nota, la Giunta Esecutiva Centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati, sottolineando che "si tratta di una interferenza nelle prerogative dell'Autorità Giudiziaria, l'unica Istituzione cui la Costituzione e leggi dello Stato attribuiscono il compito di verificare la sussistenza di reati e di accertare e stabilire chi ne sia il responsabile. Nessun altro soggetto può sostituirsi ai magistrati, né suggerire o dettare le strade giudiziarie da percorrere, neanche un membro del Governo, che ha il dovere istituzionale di rispettare le prerogative costituzionali della magistratura, che, è bene riaffermarlo ancora una volta, non spreca il denaro pubblico, come è stato dichiarato, ma esercita la giurisdizione applicando la legge in linea con i principi fissati dalla Costituzione. L'ANM auspica che tali episodi non proseguano e vigilerà affinché oggi singolo magistrato, oggi i colleghi della Procura di Agrigento, nel futuro tutti gli altri, possano svolgere i propri compiti in assoluta autonomia, senza inammissibili e indebite interferenze".