Mosca, 31 gennaio 2021- La moglie di Alexey Navalny, Yulia Navalnaya, è stata rilasciata, lo scrive l'agenzia Interfax citando la sua avvocata, Svetlana Davidova. La Navalnaya era tra gli oltre 5.000 manifestanti fermati (5.045, di cui 1.616 a Mosca) dalla polizia russa a partire da questa mattina nelle piazze del Paese durante le manifestazioni che chiedono la liberazione dell'oppositore di Putin, in carcere da due settimane. La moglie di Navalny, sempre a fianco del marito nelle sue battaglie, con un gruppo di dimostranti si stava recando verso il carcere di Matrosskaya Tishina di Mosca, dove è rinchiuso il marito. I funzionari di polizia hanno compilato nei riguardi di Yulia un verbale amministrativo sulla "partecipazione a una protesta non autorizzata che ha implicato disturbi per passanti e trasporti". Il verbale sarà esaminato domani in tribunale

Il conto degli arrestati è salito, con il passare delle ore. A metà mattinata  parlava di oltre mille persone la Ong OVD-Info, specializzata nel monitoraggio delle proteste di piazza. Qualche ora più tardi, il bilancio supera quota  4.000, alle 17 per la precisione nel sito dell'organizzazione non governativa si parla di 4.132 persone, alle 17. A Mosca - dove i fermi sarebbero stati 1.167 - un uomo ha tentato di immolarsi dandosi fuoco. La repressione riguarderebbe almeno 35 città russe mentre le forze di sicurezza hanno bloccato l'accesso ai centri urbani per evitare le concentrazioni di persone. Tensioni a San Pietroburgo, anche con i giornalisti che seguivano la manifestazione. Tra i fermati ci sarebbe il popolare rapper Oxxxymiron (Miron Fyodorov). Scontri  anche a Kazan mentre appare più tranquilla la situazione a Yekaterinenburg, la quarta città più popolosa della federazione. 

Immediata la condanna degli Usa di Joe Biden. Il segretario di Stato Antony Blinken ha stigmatizzato le "tattiche brutali" della Russia contro gli oppositori.  Mosca ha subito replicato: "Le grossolane interferenze degli Usa negli affari interni della Russia sono un fatto dimostrato così come la promozione di fake news e di appelli ad azioni non autorizzate su piattaforme internet controllate da Washington", ha dichiarato il ministero degli Esteri russo in una nota ripresa dall'agenzia Interfax. Il ministero russo ha poi aggiunto che "il sostegno a una violazione della legge da parte del segretario di Stato Usa Antony Blinken è un'altra conferma del ruolo svolto da Washington dietro le quinte".