Roma, 14 dicembre 2021 - Troppi segni meno e record negativi nei nuovi dati dell'Istat sulle nascite in Italia. Ormai dal 2008 i bambini nati sono diminuiti di quasi il 30%, 171mila unità. Calo attribuile in grandissima parte, oltre 163mila, alle nascite da coppie di genitori italiani. Nel 2020, infatti, il numero medio di figli delle donne di cittadinanza italiana ha raggiunto il numero più basso di sempre, 1,17.

Ma se inizialmente il "vuoto di bambini" era stato in parte colmato da nati con almeno un genitore straniero, dal 2012 in poi anche questo effetto è diminuito. Dal 2012 al 2020, infatti, sono diminuiti anche i nati con almeno un genitore straniero (quasi 19 mila in meno) che, con 88.345 unità, costituiscono il 21,8% del totale dei nati, oltre 4 mila in meno solo nell'ultimo anno. Sono diminuiti anche i nati da genitori entrambi stranieri che, per la prima volta, sono scesi sotto la soglia dei 60 mila.

Il trend non sembra invertire la rotta, anche per colpa della pandemia: nei primi nove mesi di quest'anno le nascite sono già 12 mila e 500 in meno rispetto allo stesso periodo del 2020, quasi il doppio di quanto osservato nello stesso periodo dell'anno precedente. "Questa forte diminuzione è da mettere in relazione al dispiegarsi degli effetti negativi innescati dall'epidemia da Covid-19, che nel solo mese di gennaio 2021 ha fatto registrare il maggiore calo di sempre (quasi 5.000 nati in meno, -13,6%)", ha specificato l'Istat. 

I nati da genitori stranieri

Come anticipato l'apporto positivo dell'immigrazione sta lentamente perdendo efficacia man mano che invecchia anche il profilo per età della popolazione straniera residente. L'incidenza delle nascite da genitori entrambi stranieri sul totale dei nati è notoriamente molto più elevata nelle regioni del Nord (21,2% sia nel Nord-est che nel Nord-ovest) dove la presenza straniera è più stabile e radicata. Nel 2020 è di cittadinanza straniera quasi un nato su quattro in Emilia-Romagna (24,5%), il 22% dei nati in Lombardia, il 21,6% in Liguria e più o meno un nato su cinque in Veneto, Toscana e Piemonte.

Se si estende l'analisi al complesso dei nati con almeno un genitore straniero le percentuali crescono: in media nel 2020 ha almeno un genitore straniero il 30,5% dei nati al Nord e il 24,6% al Centro; al Sud e nelle Isole le percentuali calano a 9,6% e 8,6%.

Al primo posto si confermano i nati da donne rumene (14.248 nati nel 2020), seguiti da quelli da donne marocchine (9.991) e albanesi (8.082). La propensione a formare una famiglia con figli tra concittadini è alta in particolare nelle comunità asiatiche e africane.  

Età media al parto

Cresce ancora l'età media al parto delle donne residenti in Italia che decidono di rimandare il rinvio dell'esperienza riproduttiva verso età sempre più avanzate. Rispetto al 1995, l'età media al parto aumenta di oltre due anni, raggiungendo i 32,2 anni. Sale, in misura ancora più marcata, anche l'età media alla nascita del primo figlio, che nel 2020 si attesta a 31,4 anni.

Covid e nascite 

Se il crollo delle nascite tra dicembre e febbraio, riferibile ai mancati concepimenti della prima ondata pandemica, poteva essere dovuto al posticipo di pochi mesi dei piani di genitorialità, il forte calo dei nati a gennaio 2021, tra i più ampi mai registrati, dopo quello già marcato degli ultimi due mesi del 2020, lascia pochi dubbi sul ruolo svolto dall'epidemia da Covid. Il clima di incertezza e le restrizioni relative al lockdown sembrano dunque aver influenzato la scelta di rinviare il concepimento. A gennaio 2021 si rileva la massima riduzione di nati a livello nazionale (13,6%) che prosegue, più contenuta, anche a febbraio (-4,9%): queste nascite sono, per la quasi totalità, riferibili ai concepimenti di aprile e maggio 2020, quando eravamo nel vivo della prima ondata di Coronavirus.