Gli studenti in spiaggia
Gli studenti in spiaggia

Napoli, 16 settembre 2018 - ​Tocca domani agli ispettori scolastici comporre lo scontro tra la preside del liceo classico Sannazaro di Napoli e i genitori di gran parte dei 1400 studenti. Il motivo del contendere tra Laura Colantonio, 50 anni, da settembre 2013 a capo della scuola dei rampolli vip vomeresi, e le famiglie, è il modo di svolgere le lezioni. O meglio di non svolgerle. Di fronte a un boom di iscrizioni, con classi passate da 48 a 53, la preside ha deciso di mandarne a turno cinque fuori dalla struttura di via Puccini. Ogni giorno. Ma dove? «Vanno in gita per la città e anche al mare», si lamentano i genitori. Tutte le mattine, invece di sedersi tra i banchi a studiare Cicerone, Ovidio e Platone, un centinaio di studenti va al parco della Floridiana, alla piscina del Vomero, al lido Varca d’oro sul litorale flegreo. Si definiscono attività extra-moenia, previste da Ptof, ovvero dal Piano triennale dell’offerta formativa del liceo che, a detta della Fondazione Agnelli, è il più brillante di Napoli.

A scatenare la polemica è la «ribellione» di due classi che, giovedì scorso hanno rifiutato di andare in giro per la città o sugli arenili. «Vogliamo fare lezione, non perdere tempo a giocare a frisbee», hanno detto gli studenti. Che si sono asserragliati a scuola ed hanno deciso di fare lezione nei corridoi, spalleggiati dai loro genitori.

Domani c’è la resa dei conti. La dirigente scolastica regionale, Luisa Franzese, commenta: «Se la situazione fosse questa, non sarebbe bello. Le foto dei ragazzi al mare sono avulse dalla didattica, non vedo cosa c’entrino con la scuola e le uscite curriculari. Ho visto adulti, che dovrebbero essere docenti, e giovani, che dovrebbero essere studenti, mentre sono in spiaggia e fanno il bagno. Queste attività non possono essere associate a momenti scolastici, né ci vedo nulla di sportivo».

Colantonio – diventata famosa nel 2011, quando era preside al liceo Garibaldi, per aver messo 5 in condotta a 170 alunni che avevano occupato la scuola contro la riforma Gelmini – passa al contrattacco. «Rotazioni o doppi turni? Ipotesi non percorribili, conosco la platea dei ragazzi e famiglie, non sono soluzioni che incontrerebbero il loro favore. Noi siamo aperti a discutere, ai genitori l’ho già fatto sapere con un comunicato che ho pubblicato sul nostro sito scolastico». E sulla scelta degli stabilimenti balneari al posto di musei obietta: «È una struttura che abbiamo considerato perché consigliata da una circolare dell’Ufficio scolastico regionale, di aprile 2018, e si propone l’armonizzazione tra adolescente, natura e conoscenza del territorio».

Al provveditore che le contesta di aver accettato troppi iscritti, mandando in tilt la didattica, la dirigente del Sannazaro replica che il boom non era prevedibile: «E poi gli iscritti del primo anno possono sempre cambiare idea». Il caso aperto nel prestigioso liceo collinare scatena ironie sul web, ma anche una riflessione sul ruolo dei presidi-sceriffi dopo la ‘Buona scuola’. «È un modo distorto di intendere l’autonomia – dice Adolfo Scotto di Luzio, docente di Storia delle istituzioni scolastiche ed educative all’ateneo di Bergamo, e autore di ‘Liceo classico’ –. Tocchiamo qui con mano, infatti, il fallimento di un’illusione che è stata centrale nel pensare, negli scorsi anni, la riforma della scuola. L’idea cioè che la buona scuola dipenda dall’energia e dal piglio decisionale di chi la deve amministrare».