Nadia Toffa (Agenzia Aldo Liverani)
Nadia Toffa (Agenzia Aldo Liverani)

Milano, 14 agosto 2019 - "Nell'arco di dieci anni sono stati fatti enormi passi avanti, e nei prossimi dieci anni raggiungeremo traguardi che adesso sembrano lontani». Il professor Paolo Veronesi, che dirige la Senologia chirurgica dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e presiede la fondazione intitolata al padre, Umberto Veronesi, vede la luce in fondo al tunnel nella battaglia contro i tumori. 

Paolo Veronesi (Lapresse)

Nadia Toffa ha deciso di parlare pubblicamente della sua malattia e di raccontarla sui social. Che cosa pensa di questa scelta?
"Si tratta di scelte molto personali, è difficile dire se sia giusto o sbagliato ma di sicuro Nadia Toffa, con la sua testimonianza, è stata un esempio per tanti pazienti. Fino all’ultimo non ha perso la speranza, ha affrontato la malattia in maniera razionale, rivolgendosi alla scienza. Fino al triste epilogo".
Nadia Toffa arrivò ad affermare che il tumore è "un dono".
"Si tratta di una provocazione, che però nasconde delle verità. Chi riesce a guarire esce dalla battaglia con un carattere più forte e deciso, con una visione della vita diversa. La malattia aiuta a capire quali sono i legami veramente importanti, e spazza via quelli superflui". 
Come si sta evolvendo la ricerca scientifica?
"Sono stati fatti enormi passi avanti e malattie che un tempo non lasciavano scampo, penso ad esempio al tumore del pancreas, del cervello o del rene, ora presentano margini di guarigione o possono essere tenute sotto controllo per anni. Con l’immunoterapia sono stati raggiunti risultati importantissimi ma c’è ancora molto da fare". 
Si riuscirà a vincere la lotta contro i tumori?
"Sono convinto che nei prossimi dieci anni si taglieranno traguardi ora impensabili, sono ottimista ma bisogna iniziare a fare di più anche nel campo della prevenzione. Ci sono sempre più donne che si sottopongono allo screening mammografico nel Nord Italia, ma purtroppo non si può dire lo stesso nel Centro-Sud. Il fumo resta un problema, nonostante l’informazione capillare sui danni provocati dalle sigarette". 
I fondi stanziati dal Governo italiano per la ricerca sono sufficienti?
"In Italia sono nettamente inferiori rispetto a quelli degli altri Paesi europei, poco sopra l’1% del Pil, però si riescono a raggiungere ottimi risultati perché abbiamo ricercatori d’eccellenza, grazie anche al sistema scolastico. Non bisogna farli scappare all’estero, e per questo la nostra fondazione ha promosso negli anni circa 1.500 borse di studio. Quest’anno, inoltre, abbiamo deciso di concentrarci sui tumori maschili, alla prostata o ai testicoli, con una grande campagna di informazione nelle piazze rivolta agli uomini".