Nada Cella è stata uccisa a 25 anni il 6 maggio 1996
Nada Cella è stata uccisa a 25 anni il 6 maggio 1996

Genova, 5 novembre 2021 - Tra novanta giorni si potrà sapere chi c’era nello studio dove Nada Cella venne massacrata il 6 maggio di 25 anni fa. E, soprattutto, si potrà sapere se Annalucia Cecere, ex insegnante di 53 anni, era quella mattina nella stanza dell’ufficio del commercialista Marco Soracco dove venne uccisa Nada. 
I tre mesi serviranno al professore Emiliano Giardina, il genetista dell’Ignoto 1 di Yara Gambirasio, per analizzare capelli, peli, tracce di sangue sui vestiti e sulla poltrona della scrivania ed estrarre un Dna utile per dare una svolta al giallo della morte della giovane segretaria. Cecere è indagata per omicidio volontario aggravato, mentre il commercialista Marco Soracco, ex datore di lavoro di Cella, e la sua anziana madre sono accusati di false informazioni al pubblico ministero. “Si fa tutto quello che è possibile fare - ha detto Giardina dopo il conferimento dell’incarico - usando la massima declinazione scientifica possibile e speriamo di ottenere dei risultati. Le tecnologie di oggi aumentano le possibilità delle investigazioni”. 

La rivalità

Soracco, secondo gli investigatori, avrebbe mentito sulla sua conoscenza con la Cecere. Avrebbe detto che con lei aveva un rapporto superficiale invece, secondo i pm, i due avevano una frequentazione più assidua. Addirittura una amica in comune avrebbe proposto, il giorno stesso del delitto, di prendere la Cecere come sostituta della Cella. “Non ho niente da nascondere, quello che sapevo l’ho sempre detto”, ha ribadito il commercialista. 
Non proprio così secondo gli investigatori coordinati dal procuratore Francesco Pinto e dal sostituto Gabriella Dotto. A portare gli inquirenti sulla pista della ex insegnante sono stati una serie di indizi sottovalutati ai tempi dai precedenti inquirenti e riletti dalla criminologa Antonella Pesce Delfino. Dai bottoni trovati in una perquisizione a casa della Cecere uguali a quello rinvenuto sotto il corpo di Nada, fino alle testimonianze di due persone che avevano visto la donna sotto l’ufficio di Soracco quella mattina sconvolta e forse sporca di sangue mentre andava via in motorino. Ma anche due telefonate.

Le telefonate

La prima risale al 15 maggio 1996, una settimana dopo il delitto, a un avvocato. Una donna dice che ha visto una sua conoscente che si chiama Anna mentre partiva con il suo motorino parcheggiato in via Marsala. La seconda chiamata arriva il 14 agosto nello studio del commercialista e viene registrata sulla segreteria telefonica. La donna che chiama parla di Anna Cecere come possibile assassina. Soracco consegnò quel nastro ai carabinieri. La Cecere venne indagata ma subito dopo la sua posizione venne archiviata. L’anonima disse anche di avere informato la Curia dei suoi sospetti e infatti nei mesi scorsi sono stati sentiti diversi preti in procura alcuni dei quali avrebbero confermato questa circostanza. Intanto, la principale sospettata non esce dalla sua casa di Boves, nel cuneese. “Una donna davvero poco conosciuta e molto riservata. Qualcuno la ricorda per alcuni mesi di supplenza ai ragazzi delle elementari, tanti anni fa, ma null’altro. La notizia delle indagini riaperte dopo 25 anni? Non ho nulla da commentare”, ha detto Maurizio Paoletti, sindaco del paese.