di Francesco Zuppiroli Il lavoro uccide ancora, questa volta a Bologna. Yaya Yafa, 22 anni, originario della Guinea Bissau e residente a Ferrara, era al suo terzo giorno di lavoro come facchino. È rimasto schiacciato fra un camion e la ’ribalta’, cioè la piattaforma mobile del magazzino dell’azienda che lo aveva assunto come interinale. La tragedia, avvenuta all’una di ieri notte, ha scosso il mondo della logistica, provocando per quasi un’ora, ieri mattina, il blocco del traffico nel polo emiliano come forma di...

di Francesco Zuppiroli

Il lavoro uccide ancora, questa volta a Bologna. Yaya Yafa, 22 anni, originario della Guinea Bissau e residente a Ferrara, era al suo terzo giorno di lavoro come facchino. È rimasto schiacciato fra un camion e la ’ribalta’, cioè la piattaforma mobile del magazzino dell’azienda che lo aveva assunto come interinale. La tragedia, avvenuta all’una di ieri notte, ha scosso il mondo della logistica, provocando per quasi un’ora, ieri mattina, il blocco del traffico nel polo emiliano come forma di protesta. Yaya lavorava per la Sda Express Courier, che fa parte del gruppo Poste Italiane, all’interno dell’interporto di Bentivoglio, polo logistico del territorio bolognese e fra i maggiori d’Italia.

Una morte terribile, su cui ora sono in corso le indagini dell’Unità operativa di prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro di Bologna, intervenuta ieri notte assieme ai carabinieri di Molinella e ai sanitari del 118. Indagini che hanno già portato la Procura di Bologna all’apertura di un’inchiesta per omicidio colposo, in cui presto con ogni probabilità sarà iscritto qualche nome, nel tentativo di individuare eventuali responsabilità nella tragedia. Indagini che puntano a chiarire insomma cosa sia veramente successo in quel magazzino dove Yaya è rimasto schiacciato – stando ad alcuni testimoni presenti – durante un’operazione di carico, Il 22enne sarebbe stato colpito sia al torace sia alla testa. La dinamica è ancora tutta da confermare, di sicuro il ragazzo ha riportato ferite troppo gravi per sopravvivere.

La protesta dei sindacati di base e dei confederali è scattata immediatamente. Sono stati proprio i Si Cobas di Bologna, ieri, a bloccare il traffico dell’Interporto a Bentivoglio – un polo logistico che quotidianamente registra il passaggio di 56mila persone – per quasi un’ora, impedendo così ai tir e alle auto di entrare o uscire dagli spazi dell’area, prima di sbloccare lo scacco per poi sfilare in corteo fino ai magazzini di Sda Poste Italiane, dove il 22enne ha perso la vita.

E sempre ieri, a Padova, è morta un’altra operaia. Lunedì scorso era stata vittima di un grave incidente sul lavoro a San Giorgio in Bosco. Si chiamava Luisa Scapin, abitava a Villa del Conte e aveva 62 anni. La donna era rimasta incastrata con il camice in macchinario avvolgi-cavo, che l’ha soffocata. L’incidente era avvenuto alla ditta Filtessil che produce persiane avvolgibili. Un collega aveva tentato di rianimare la 62enne, praticandole un massaggio cardiaco. Poi il ricovero in ospedale, tre giorni di agonia, e ieri è sopraggiunto il decesso. Il titolare della ditta è indagato per omicidio colposo.