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2 apr 2022

Perugia, ragazza morta a 17 anni: stroncata dal batterio killer

Maria Elia è arrivata in ospedale con una polmonite. Non ce l'ha fatta. La svolta dall’autopsia: la Procura apre un’inchiesta

2 apr 2022
luca fiorucci
Cronaca
Maria Elia, 17 anni, di Perugia è deceduta dopo il ricovero in ospedale per un’influenza. Secondo i medici legali potrebbe essere stata uccisa da un batterio
Maria Elia, 17 anni, di Perugia è deceduta dopo il ricovero in ospedale
Maria Elia, 17 anni, di Perugia è deceduta dopo il ricovero in ospedale per un’influenza. Secondo i medici legali potrebbe essere stata uccisa da un batterio
Maria Elia, 17 anni, di Perugia è deceduta dopo il ricovero in ospedale

Perugia, 2 aprile 202 - Uccisa da un’influenza a 17 anni. Forse per un batterio killer. L’autopsia effettuata sul corpo di Maria Elia, morta domenica scorsa a 17 anni dopo 36 ore di ricovero in ospedale a Perugia, sembra avvalorare questa ricostruzione. Una tragedia inspiegabile per la famiglia che ora chiede di conoscere la verità. La ragazza aveva febbre e tosse da qualche giorno. Quando ha iniziato a respirare a fatica, i genitori l’hanno accompagnata al pronto soccorso del “Santa Maria della Misericordia“ dove è stata subito sottoposta al tampone anti covid, risultato negativo. Nonostante questo però, Maria Elia ha continuato ad accusare quelle difficoltà respiratorie che, nell’arco di poche ore, sono aumentate in modo così importante da rendere necessario il trasferimento in terapia intensiva. Dove, purtroppo è poi deceduta. Dalle prime verifiche – spiega una nota diffusa dalla Direzione dell’Azienda ospedaliera perugina – risulta che la giovane paziente, dopo essere stata tempestivamente sottoposta in pronto soccorso ai necessari accertamenti diagnostici e alle cure del caso, presentava condizioni che necessitavano dell’immediato ricovero nel reparto di Terapia Intensiva". Ma "nonostante le cure intensive garantite dai sanitari, il successivo decorso clinico è stato così repentino da condurla al decesso in meno di 48 ore". Sulla morte della giovane, che pare non soffrisse di alcun tipo di patologia, la Procura della Repubblica di Perugia ha aperto un fascicolo contro ignoti.

Dall’autopsia, eseguita giovedì, sono emersi alcuni elementi che potrebbero aiutare a capire cosa abbia causato la morte della 17enne. Maria Elia aveva la polmonite, il consulente della Procura e i periti nominati dalla famiglia avrebbero trovato anche tracce di un batterio. Forse dunque si è trattato di un’infezione da staffilococco o di un’influenza virale, o magari delle due cose insieme. Ma per avere delle certezze in tal senso bisognerà aspettare l’esito degli esami istologici, Sotto choc i familiari, di Maria Elia, che la adoravano, ma anche i compagni di scuola, gli insegnanti e i tanti amici che in queste ore stanno inondando i suoi profili social di ricordi condivisi nel breve arco della sua vita con loro. "Pensando a te ci vengono in mente il vino rosso e il sushi. I tuoi colori preferiti, il lilla e il rosa barbie. La tua passione per il Milan e Ibrahimovic, la musica di Marracash. Ti piaceva sfilare e fare la ‘truccoterapia’, soprattutto a scuola, e sognare Babbo Natale. Questa eri tu, Maria Elia, ci mancherai”.

Oggi saranno in tanti a voler dare l’ultimo saluto a questa sfortunata 17enne che viveva con la sua famiglia in una frazione del capoluogo, a Balanzano, dove c’è una chiesa troppo piccola per i suo funerali che per questo sono stati spostati nella più capiente parrocchia di Ponte San Giovanni. I genitori della ragazza, pietrificati dal dolore, chiedono verità e giustizia nel caso in cui venissero individuate delle responsabilità. Per questo hanno avviato anche una raccolta fondi per le spese legali. "Non puntano il dito contro nessuno, vogliono solo sapere perché la loro bambina è morta" sottolineano gli avvocati Antonio Cozza e Nicodemo Gentile che li assistono. Cordoglio e vicinanza alla famiglia sono stati espressi anche dal sindaco di Perugia, Andrea Romizi, e dall’amministrazione comunale "Una tragedia che lascia tutti nello sconcerto...".

 

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