di Giampaolo Pioli Il Cremlino conferma e minimizza: un missile russo di nuova generazione ha centrato e disintegrato un vecchio satellite dell’era sovietica Tselina-D, ormai quasi inutilizzato. Rabbiosa e immediata la reazione della Nasa e del Dipartimento di stato che ha definito il test missilistico “pericoloso e irresponsabile” perché scatenando una nuvola di oltre 1500 detriti avrebbe messo seriamente a rischio l’incolumità della Stazione Spaziale Internazionale ISS con 7 astronauti a bordo (americani,...

di Giampaolo Pioli

Il Cremlino conferma e minimizza: un missile russo di nuova generazione ha centrato e disintegrato un vecchio satellite dell’era sovietica Tselina-D, ormai quasi inutilizzato. Rabbiosa e immediata la reazione della Nasa e del Dipartimento di stato che ha definito il test missilistico “pericoloso e irresponsabile” perché scatenando una nuvola di oltre 1500 detriti avrebbe messo seriamente a rischio l’incolumità della Stazione Spaziale Internazionale ISS con 7 astronauti a bordo (americani, russi e cinesi) che hanno dovuto trovare rifugio per qualche ora nel modulo Soyuz fino alla fine dell’allarme.

La tensione fra Washington e Mosca già alta per l’assembramento delle truppe russe al confine con l’Ucraina quasi a minacciare un’imminente invasione, potrebbe quindi essere destinata a peggiorare. Anche se gli uomini di Putin sostengono che “per noi la priorità principale durante il test missilistico era ed è sempre stata quella di garantire la sicurezza assoluta dell’equipaggio dell’Iss” pochi dubitano che il passo aggressivo di Mosca vada decisamente verso una “militarizzazione dello spazio” sulla cui inviolabilità e sul cui uso strettamente pacifico si è sempre mossa l’intera comunità internazionale.

Il tiro al bersaglio dei supermissili contro i vecchi satelliti dell’Urss sembra rompere questo sempre più difficile equilibrio e fa gridare alla ministra della difesa francese Florence Parly sono “vandali dello spazio”. Ma se la Russia sminuisce la pericolosità del test, il segretario generale della Nato Stoltenberg parla di “atto sconsiderato”. La realtà è che Putin, non contento del posizionamento delle truppe polacche al confine con la Bielorussia invasa dai migranti e dall’annuncio che le forze militari americane continueranno a rimanere in Siria in funzione anti Isis, sta tentando di mandare segnali. Il supermissile spaziale è uno di questi. Non è escluso che tenti di forzare la mano con un atto dimostrativo per evitare una corsa al riarmo nella quale Mosca non potrebbe competere con le risorse economiche di Usa e Cina.

Convinto che il confronto sul disarmo strategico vada portato a un tavolo negoziale presto, il ministro degli esteri russo Lavrov replica agli Usa dicendo: ”Affermare che la Federazione Russa crei rischi per le attività e per l’uso pacifico dello spazio è quanto meno un’ipocrisia…“. Washington ha esortato Mosca a sviluppare norme universali di esplorazione spaziale tuttavia la Casa Bianca per qualche ragione ignora da anni l’iniziativa di Russia e Cina sulla stesura di un trattato per prevenire una corsa agli armamenti nello spazio.