Aveva inventato il ’nastrino rosso’, simbolo da tre decenni delle battaglie contro l’Aids. Sua la ’Giornata Senza Arte’, in annuale memoria delle vite falciate dalla sindrome da deficienza acquisita nel mondo delle arti e dello spettacolo. Patrick O’Connell, che per quasi 40 anni aveva convissuto con la malattia, è morto a 67 anni in un ospedale di Manhattan. Contagiato a metà anni ‘80, quando New York era diventato l’epicentro della crisi dell’Aids, l’artista, determinato a reagire, cominciò a organizzare riunioni nel loft a Chelsea che divenne poi il quartier generale di ’Visual Aids’ per dar vita a campagne di arte concettuale che costringessero il pubblico a prendere atto della malattia. Il ’Ribbon Project’ prese il via nel 1991: il nastrino rosso a forma di ’v’ capovolta divenne presto simbolo internazionale di militanza, imitato poi da altre campagne in altri colori, giallo a sostegno degli ostaggi, rosa contro il cancro al seno. Il rosso era il colore del sangue, il design minimalista un riferimento al silenzio che circondava la malattia.