La locandina di ’Amityville Horror’ (1979) di Stuart Rosenberg
La locandina di ’Amityville Horror’ (1979) di Stuart Rosenberg
Sull’autostrada 495 che da Manhattan porta agli Hamptons è impossibile non vedere l’uscita di Amityville, che tutti definiscono "il villaggio dell’orrore". La cittadina è famosa solo dal 1973, quando Ronald DeFeo un giovane di 23 anni detto Butch, con problemi di eroina, massacrò nel sonno l’intera famiglia di 6 persone con un fucile, per poi andare tranquillamente a lavorare la mattina dopo. Nessuno è mai riuscito a scoprire il vero motivo di quell’orribile strage. Condannato a 6 ergastoli, DeFeo è morto ieri a 69 anni in un ospedale di Albany, piantonato dagli agenti. Nel...

Sull’autostrada 495 che da Manhattan porta agli Hamptons è impossibile non vedere l’uscita di Amityville, che tutti definiscono "il villaggio dell’orrore". La cittadina è famosa solo dal 1973, quando Ronald DeFeo un giovane di 23 anni detto Butch, con problemi di eroina, massacrò nel sonno l’intera famiglia di 6 persone con un fucile, per poi andare tranquillamente a lavorare la mattina dopo. Nessuno è mai riuscito a scoprire il vero motivo di quell’orribile strage.

Condannato a 6 ergastoli, DeFeo è morto ieri a 69 anni in un ospedale di Albany, piantonato dagli agenti. Nel pomeriggio del 13 novembre del 1973, intorno alle 18.30, dopo il lavoro, Ronald entrò nel bar a pochi isolati da casa e diede l’allarme: "Un killer della mafia ha sterminato mio padre, mia madre e tutti i miei fratelli. È scappato ma so chi è, mi dovete aiutare". Fece il nome di Luis Falini, un affiliato della famiglia Genovese che, però, si trovava in un altro Stato al momento della strage e aveva un alibi di ferro.

La polizia di Suffolk County non ci mise molto a capire che il principale sospettato era proprio Butch, che aveva già qualche precedente. Particolare agghiacciante: tutte le vittime erano state colpite mentre dormivano, a faccia in giù sul cuscino, con uno sparo alla nuca, come un’unica gigantesca esecuzione. DeFeo ammise poi di aver prima addormentato tutta la famiglia con il sonnifero.

I vicini di casa non si accorsero di nulla, nonostante il fucile non avesse il silenziatore. Nella casa al 112 di Ocean Avenue, con 5 camere da letto e 4 bagni che si affaccia sul canale, solo il cane aveva abbaiato nella notte. Al processo, gli avvocati difensori di Ronald puntarono sull’infermità mentale e sugli eventuali effetti della droga, ma il tribunale fu irremovibile nel condannarlo a 6 ergastoli. La casa venne messa subito in vendita per 670mila dollari, ma i nuovi proprietari scapparono dopo un anno sostenendo che fosse popolata di fantasmi. Oggi è di nuovo abitata ed ha anche incrementato il suo valore. Sullo sterminio dei fratelli di DeFeo – che avevano 9, 12, 13 e 18 anni – e dei loro genitori sono stati scritti libri e realizzato il film Amityville Horror, che ha dato origine a una serie di 11 capitoli.

In carcere Ronald ha continuato a rilasciare confessioni diverse dopo il processo. "Quando ho iniziato a sparare ho sentito come un impulso – dichiarò Ronald a un detective –. Non mi potevo più fermare". Nel 1990, il pluriassassino presentò una petizione al tribunale incolpando la sorella Dawn, che avrebbe sterminato la famiglia insieme a un altro uomo. DeFeo l’avrebbe uccisa solo per legittima difesa. Negli anni scorsi, un reporter locale cavalcò la teoria secondo cui DeFeo avrebbe continuato a sentire voci notturne minacciose, ossessionato che la famiglia e la mafia volessero eliminarlo. Ora l’autopsia stabilirà le cause della morte, che potrebbe essere stata causata dal Covid. Ma porterà nella tomba il mistero sul suo inconcepibile gesto.