Cosimo Damiano Bologna (Ansa/Facebook)
Cosimo Damiano Bologna (Ansa/Facebook)

Trani, 30 novembre 2021 - Morto per aver difeso l'amica perseguitata. Non ce l'ha fatta Cosimo Damiano Bologna, 50 anni: due settimane fa era finito in ospedale dopo aver preso le botte di un uomo di 36 anni. La sua 'colpa': essere intervenuto in difesa dell'amica che da tempo subiva le vessazioni del 36enne. 

E' successo tutto nella notte tra il 13 e il 14 novembre davanti a un bar del centro di Canosa di Puglia, nella provincia di Barletta Andria Trani. Cosimo e l'amica stavano conversando quando il 36enne è arrivato a infastidire la donna e insultarla. L'aggressione è stata brutale: lo stalker lo ha colpito al volto lasciandolo a terra, svenuto e sanguinante, prima di fuggire. Subito dopo i fatti, Bologna è stato soccorso dal 118 e ricoverato in terapia intensiva con prognosi riservata. E' morto dopo 15 giorni di agonia. 

Le indagini e le riprese delle telecamere di videosorveglianza hanno permesso ai poliziotti di risalire all'auto e quindi all'identità del presunto aggressore, Domenico Bellafede, 36 anni, che è stato rintracciato e arrestato su disposizione della procura di Trani una settimana dopo l'accaduto. L'uomo, che ha alle spalle precedenti penali, dovrà rispondere di omicidio preterintenzionale.  Dalle telecamere è stata anche ricostruita la dinamica dell'aggressione: la discussione sarebbe iniziata all'interno del bar e poi degenerata all'esterno. Bellafede avrebbe colpito il 50enne con un pugno e una gomitata in pieno volto facendolo cadere e battere violentemente la testa sull'asfalto, per poi dileguarsi in auto. 

"L'esempio di coraggio di chi è intervenuto in difesa di una donna si è trasformato in tragedia e purtroppo Canosa piange una giovane vita spezzata da un gesto di brutale violenza che si fa fatica a comprendere ma che dobbiamo unanimemente condannare - commenta il sindaco di Canosa di Puglia (Barletta - Andria - Trani) Roberto Morra, che ha indetto lutto cittadino - La città si fermi a riflettere sull'accaduto, un atto lontano dalla cultura e dal vivere civile della nostra comunità".