di Roberto Canali "L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro" recita l’articolo 1 della Costituzione, ma settant’anni non sono bastati per rendere fabbriche e cantieri luoghi sicuri. Anche nella settimana di Ferragosto, mentre metà degli italiani è in vacanza o prossimo a partire, gli incidenti sono in agguato e la conta delle morti bianche sembra un bollettino di guerra. Solo nella giornata di ieri hanno perso la vita in due. A San Paolo D’Argon, in provincia di Bergamo, un operaio di 36 anni, Baljit Singh, di nazionalità indiana, sposato e padre di due bimbi piccoli, è precipitato dal tetto di un capannone mentre era impegnato a rimuovere dell’amianto. Nel pomeriggio, ad Asti, un tecnico di 56 anni è morto ustionato mentre era al lavoro in un negozio di surgelati...

di Roberto Canali

"L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro" recita l’articolo 1 della Costituzione, ma settant’anni non sono bastati per rendere fabbriche e cantieri luoghi sicuri. Anche nella settimana di Ferragosto, mentre metà degli italiani è in vacanza o prossimo a partire, gli incidenti sono in agguato e la conta delle morti bianche sembra un bollettino di guerra.

Solo nella giornata di ieri hanno perso la vita in due. A San Paolo D’Argon, in provincia di Bergamo, un operaio di 36 anni, Baljit Singh, di nazionalità indiana, sposato e padre di due bimbi piccoli, è precipitato dal tetto di un capannone mentre era impegnato a rimuovere dell’amianto.

Nel pomeriggio, ad Asti, un tecnico di 56 anni è morto ustionato mentre era al lavoro in un negozio di surgelati all’interno di un centro commerciale. Ha rischiato di fare la stessa fine a Casnigo (Bergamo) un autotrasportatore di 49 anni ricoverato in ospedale in condizione gravissime, con ustioni sul 30% del corpo, dopo essere stato investito da un getto di caprolattame, materia prima per la produzione di nylon, contenuto all’interno della cisterna stava scaricando. A Caggiano (Salerno), un uomo di 64 anni ha perso una gamba, maciullata dalla trinciatrice applicata al trattore che stava guidando.

"Più fatti e meno parole – denuncia Luca Nieri, segretario generale di Fim Cisl Bergamo –. Da maggio a oggi nella nostra provincia si contano 7 morti". Nel resto d’Italia non va meglio: nei primi sei mesi del 2021, l’Inail ha contato 538 decessi sul lavoro, una media di tre al giorno, un numero che rischia di insidiare da vicino il triste primato di 1.538 morti bianche registrato nel 2020, quando agli incidenti si erano sommate le vittime del Covid.

Nell’ultima settimana hanno perso la vita: Laila El Harim, 41 anni, nello scatolificio di Camposanto di Modena, Salvatore Rabbito, 53 anni, operaio edile travolto da una ruspa in retromarcia a Parma su un cantiere dell’A15, Alessandro Rosciano, 47 anni, schiacciato da una lastra di calcestruzzo in un cantiere di San Giovanni Rotondo. "Siamo di fronte a una vera emergenza nazionale da fronteggiare con ogni mezzo – sollecita Devis Dori (LeU) –. Questi numeri sono inaccettabili, è necessario fare di più sia nella prevenzione sia nei controlli. Il governo Draghi metta tra le priorità della ripresa un piano strategico di prevenzione degli infortuni sul lavoro".

La ricetta la suggerisce il leader della Cgil, Maurizio Landini: "Occorre non considerare la sicurezza un costo, ma un investimento, agire sulla prevenzione, fare formazione, ridurre la precarietà nell’accesso al lavoro, fare formazione anche a chi deve dirigere le imprese, aumentare gli ispettori del lavoro e puntare sui servizi medicina territoriale, costituire una Procura del lavoro e inserire una patente a punti in modo che le imprese che hanno troppi infortuni non possano partecipare a gare e continuare a produrre". L’unico modo per spezzare la corsa al profitto tra appalti, subappalti e finte cooperative che, spesso, si fa sulla pelle dei lavoratori. "Il risultato è che si muore come 50 anni fa perché si sono messi fuori uso i sistemi di sicurezza per produrre a tutti i costi – prosegue il numero uno della Cgil –. La legislazione ce l’abbiamo molto avanzata, ma bisogna applicarla".

La patente a punti era già prevista nel Testo Unico della salute e sicurezza datato 2008, ma non ha mai trovato applicazione per la resistenza di alcune associazioni di categoria. "Basta ipocrisie basterebbe semplicemente un decreto del Presidente della Repubblica su proposta del ministero del Lavoro per introdurre questo strumento salvavita – taglia corto Alessandro Genovesi, segretario generale degli edili Cgil –. Sergio Mattarella vari il decreto nei prossimi giorni, senza guardare in faccia nessuno". Si unisce all’appello per la patente a punti anche Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, invocando "una cabina di regia a Palazzo Chigi e un più efficace coordinamento degli interventi".