25 gen 2022

Morti sospette in corsia: assolta Annullato l’ergastolo all’infermiera

Ribaltato in Appello il verdetto di primo grado nei confronti di Fausta Bonino, accusata di omicidio plurimo

luca filippi
Cronaca
Fausta Bonino, 58 anni, ieri all’uscita del tribunale di Firenze con il marito
Fausta Bonino, 58 anni, ieri all’uscita del tribunale di Firenze con il marito
Fausta Bonino, 58 anni, ieri all’uscita del tribunale di Firenze con il marito

di Luca Filippi PIOMBINO (Livorno) Fausta Bonino non ha ucciso nessuno. Non è l’"infermiera killer" che in primo grado era stata condannata all’ergastolo per le morti dei pazienti in ospedale da ’overdose’ di eparina, un farmaco anticoagulante che in dosi massicce può provocare emorragie interne letali. La corte d’assise d’appello di Firenze ieri ha ribaltato la sentenza del tribunale di Livorno: Fausta Bonino è stata assolta dall’accusa di omicidio plurimo volontario perchè "il fatto non sussiste". Accolta in pieno la tesi dell’avvocato difensore Vinicio Nardo del foro di Milano. Uno dei punti cardine dell’accusa era la presenza dell’infermiera Fausta Bonino in occasione delle morti sospette che si erano succedute dal 2014 al 2015 all’ospedale Villamarina di Piombino. Ma come ha dimostrato la difesa l’accesso al reparto di rianimazione dell’ospedale di Piombino non era controllato. I testimoni, in aula in Corte d’Appello a Firenze, hanno spiegato che dei due ingressi al reparto solo uno era sottoposto all’apertura tramite badge, l’altra porta era accessibile liberamente. In più c’era anche una porta di servizio, anche questa senza controllo. "Viene a cadere – spiega l’avvocato Vinicio Nardo – la cosiddetta ’costante Bonino’, vale a dire che non è dimostrabile il fatto che in occasione delle morti dei pazienti contestate dall’accusa, ci fosse sempre e solo Fausta Bonino nel reparto. I testimoni hanno chiarito che anche altre persone potevano avere accesso al reparto". L’avvocato Vinicio Nardo ha citato quattro testimoni che appartengono al personale sanitario, la caposala Agostini, e poi Filippi, Lunghini e Cordoni. In primo grado l’infermiera, era stata condannata in abbreviato all’ergastolo, per quattro dei dieci decessi sospetti. Lo scorso giugno, nella sua requisitoria il pg Fabio Origlio, aveva chiesto l’ergastolo per nove dei dieci casi. La Bonino si era sempre proclamata innocente affermando di non aver inoculato ai pazienti dosi di eparina in eccesso. ...

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