È la fine di una lunghissima saga giudiziaria. Il laboratorio farmaceutico francese è stato condannato, al termine di uno dei processi più importanti degli ultimi anni, per "omicidio plurimo colposo" e "frode aggravata" nello scandalo del suo farmaco anti fame Mediator, accusato di essere responsabile della morte di 1.500-2.100...

È la fine di una lunghissima saga giudiziaria. Il laboratorio farmaceutico francese è stato condannato, al termine di uno dei processi più importanti degli ultimi anni, per "omicidio plurimo colposo" e "frode aggravata" nello scandalo del suo farmaco anti fame Mediator, accusato di essere responsabile della morte di 1.500-2.100 persone. Una sentenza che, al netto di ricorsi in appello, mette fine a un battaglia durata oltre dieci anni e che ha ispirato anche un libro e un film di successo, ‘150 milligrammi’, dedicato alla storia di Irene Frachon (a destra), la coraggiosissima donna medico che per prima denunciò tutto, sfidando il potere politico, le autorità sanitarie e le case farmaceutiche.

Ora i laboratori Servier dovranno pagare 180 milioni di euro alle vittime, oltre che una multa di 2,7 milioni. Introdotto nel mercato nel 1976, il Mediator è stato prescritto prima come rimedio contro l’eccesso di grassi nel sangue, poi come trattamento coadiuvante nei diabetici in sovrappeso. Anche se l’applicazione più diffusa è stata quella di farmaco anti fame per le diete dimagranti. Usato da 5 milioni di persone in 33 anni di commercializzazione, è all’origine di gravi lesioni alle valvole cardiache e ipertensione alle arterie polmonari. Una patologia rara e mortale, che secondo un’expertise giudiziaria potrebbe essere responsabile di 2.100 decessi nel lungo periodo.

I primi allarmi furono lanciati nel 1998 e lasciati inascoltati, il medicinale è stato ritirato nel novembre 2009. Condannata ad una multa di 303.000 euro anche l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza del farmaco (ANSM, ex Afssaps), che secondo i giudici ha "gravemente fallito nella sua missione di polizia sanitaria".