Flavio e Gianluca, 16 e e 15 anni,non si sono svegliati. In un attimo, ieri mattina, per due famiglie si è spalancato l’abisso. In due diversi quartieri di Terni, quasi in contemporanea, due mamme hanno tentato invano di svegliare i figli adolescenti da un sonno che nella notte era diventato infinito. I due ragazzi, che erano molto amici, sono morti mentre dormivano ciascuno nel proprio letto, dopo una serata trascorsa insieme giocando a pallone al campetto vicino alla chiesa di San Valentino. Dopo la partitella tra amici un momento di ritrovo tutti insieme. Poi però i due ragazzi si sarebbero staccati dagli altri, cosa sia successo in quei frangenti è ora oggetto di indagine, ma certo è che la pista investigativa su cui si è concentrata l’attenzione dei...

Flavio e Gianluca, 16 e e 15 anni,non si sono svegliati. In un attimo, ieri mattina, per due famiglie si è spalancato l’abisso. In due diversi quartieri di Terni, quasi in contemporanea, due mamme hanno tentato invano di svegliare i figli adolescenti da un sonno che nella notte era diventato infinito.

I due ragazzi, che erano molto amici, sono morti mentre dormivano ciascuno nel proprio letto, dopo una serata trascorsa insieme giocando a pallone al campetto vicino alla chiesa di San Valentino. Dopo la partitella tra amici un momento di ritrovo tutti insieme. Poi però i due ragazzi si sarebbero staccati dagli altri, cosa sia successo in quei frangenti è ora oggetto di indagine, ma certo è che la pista investigativa su cui si è concentrata l’attenzione dei carabinieri è quella che possano aver assunto, come riferito dagli inquirenti, "sostanze droganti". Ipotesi che trova conferma nel provvedimento di fermo operato ieri sera dai carabinieri nei confronti di un 41enne ternano, già noto alle forze dell’ordine.

L’uomo (A.R. le sue iniziali) è accusato di morte come conseguenza di altro delitto: sarebbe stato lui a cedere un mix di droghe ai due ragazzi. "Riteniamo – ha confermato il procurato capo di Terni, Alberto Liguori, che coordina le indagini – che ci sia un nesso di causalità tra la cessione di stupefacenti e la morte tragica di questi due ragazzi. Si tratta di un mix di sostanze, tra cui il metadone. Aspettiamo ovviamente maggiori riscontri. Per noi c’erano gli elementi per effettuare il fermo e lo abbiamo eseguito". La morte dei due adolescenti sarebbe intervenuta per edema polmonare.

Nelle prossime ore è in programma l’autopsia. Flavio Presuttari, 16 anni, e Gianluca Alonzi, 15, se ne sono andati così, in una notte di luglio, lasciando due famiglie stravolte dal dolore e una città sconvolta. Gianluca abitava a San Giovanni, popoloso quartiere della periferia, frequentava il primo anno dell’Itis, l’Istituto tecnico, il papà è trasportatore, della mamma si dice che è religiosissima. Ieri pomeriggio, al primo piano della palazzina grigia dove abita la famiglia Alonzi, c’era un via vai di parenti e amici, mentre la voce della mamma, Maria, era un lamento straziante che usciva dalla finestra aperta, come una ferita che da privata diventava collettiva: il nome del figlio pronunciato, invocato e pianto, con indicibile dolore. Flavio, l’amico accomunato dallo stesso destino, viveva invece in una villetta residenziale a Villa Palma, padre e madre medici, anche la sua di mamma è molto religiosa tant’è che, come quella di Gianluca, frequenta la Comunità neocatecumenale di San Giovanni.

I due amici hanno giocato a pallone nel campetto della parrocchia di San Valentino, poi avrebbero lasciato la comitiva, per tornare a casa intorno a mezzanotte. Il lasso di tempo va dalla fine della partita al rientro nelle rispettive abitazioni è quello su cui si concentrano le indagini. Flavio e Gianluca erano due studenti amanti dello sport ed entrambi, dotati di un fisico robusto, erano appassionati di rugby.

Le presidi delle rispettive scuole li ricordano con tutti i caratteri dell’età, con le tipicità di quella fascia di età in cui i ragazzi cominciano appena a diventare adulti. Entrambi erano sconosciuti ai carabinieri, mai una segnalazione di alcun tipo, quandi se hanno assunto qualche sostanza per loro potrebbe anche essere stata la prima volta fatale. "Mio figlio era sano come un pesce – ha detto ieri il papà di Flavio – , era un ragazzo di 16 anni come tanti altri. Vedremo se e cosa hanno assunto, aspettiamo le indagini". Affranta la preside dell’Itis, Cinzia Fabrizi: "Siamo vicini alla famiglia in questo momento terribile – ha detto –. La perdita di un figlio è il dolore più grande". I militari, ieri, hanno ascoltato decine tra amici e conoscenti per ricostruire quelle ultime, maledette ore.