di Giampaolo Pioli Le mitragliate d’acqua dal cielo sui grattacieli di Manhattan sono durate solo 68 minuti. Poi in poco più di due ore la coda dell’uragano Ida ha causato almeno 45 morti, la maggior parte a New York e in New Jersey e paralizzato la più importante città del mondo, bloccato le metropolitane, sconvolto le strade e riempito gli ospedali già alle prese con il delicato problema del Covid. Molte delle vittime sono annegate e tra di loro ci sarebbe un bambino di 2 anni. Una notte da incubo e piena di paura che il sole del mattino ha cinicamente cancellato come un brutto sogno. Ma i segni sconcertanti della devastazione provocata da acqua e vento caduti sul Central Park al ritmo di 18 centimetri l’ora con raffiche a 140 chilometri sono...

di Giampaolo Pioli

Le mitragliate d’acqua dal cielo sui grattacieli di Manhattan sono durate solo 68 minuti. Poi in poco più di due ore la coda dell’uragano Ida ha causato almeno 45 morti, la maggior parte a New York e in New Jersey e paralizzato la più importante città del mondo, bloccato le metropolitane, sconvolto le strade e riempito gli ospedali già alle prese con il delicato problema del Covid. Molte delle vittime sono annegate e tra di loro ci sarebbe un bambino di 2 anni.

Una notte da incubo e piena di paura che il sole del mattino ha cinicamente cancellato come un brutto sogno. Ma i segni sconcertanti della devastazione provocata da acqua e vento caduti sul Central Park al ritmo di 18 centimetri l’ora con raffiche a 140 chilometri sono impressionanti.

"Non si era mai visto nulla di simile – ha detto il sindaco de Blasio –. Badate bene che questa non è un’eccezione ma il semplice effetto dei cambiamenti climatici. Non dobbiamo abituarci ma dobbiamo reagire".

Dopo gli allagamenti e i disastri che hanno colpito da giorni in Louisiana e Mississipi, Ida è salito a nord nella sua corsa mortale seminando pesanti inondazioni e isolando interi villaggi rimasti senza elettricità e acqua potabile.

Chi si è affacciato ai terrazzi durante la notte del diluvio a Manhattan, ha visto immagini surreali con i mezzi anfibi dei pompieri che avevano ormai sostituito le automobili completamente sepolte dall’acqua, decine di alberi distrutti e intere strade impraticabili. Il crollo dei pali della luce che invece alimentano e trasportano l’energia elettrica dei quartieri soprattutto di periferia, ha creato un immediato stato di emergenza con l’ordine di non abbandonare le abitazioni.

Costantemente informato dell’evolversi della situazione Joe Biden, che ha in programma per oggi un visita in Louisiana, ha disposto l’immediato uso dei droni anche militari come sistema di controllo aereo per le zone meno raggiungibili allo scopo di accelerare i soccorsi.

La guardia costiera e la guardia nazionale sono state subito mobilitate con battelli ed elicotteri per togliere nel mezzo della notte le persone da abitazioni pericolanti soprattutto nelle zone decentrate e già allagate.

"Ricordate che questi fenomeni stanno diventando la norma in tutti gli Stati Uniti. Non possiamo soltanto piangere le vittime – ha ricordato il nuovo governatore di New York, Kathleen Hochul subentrata a Andrew Cuomo che si è dimesso –. Il mondo sta cambiando, anzi è già cambiato, e ci dobbiamo adeguare. Non c’è tempo da perdere. Dobbiamo farci trovare preparati perché disastri come questo occorreranno sempre più di frequente. La natura si sta dimostrando cattiva con noi".

Il numero dei morti sarebbe potuto essere molto più alto perché oltre 120 persone sono state salvate dalle squadre di soccorso mentre erano intrappolate nelle loro auto che si riempivano d’acqua o negli appartamenti del piano terra completamente sommersi. In Louisiana intanto, dove quasi un milione di persone è ancora senza energia elettrica da giorni, la gente è alla ricerca di cibo e acqua perché in molte zone anche le scorte iniziano a scarseggiare.

Le misure anti inondazione messe in atto a New York e Long Island dopo la devastazione di Katrina sembrano aver tenuto, ma non sono state sufficienti ad evitare i danni anche se i grattacieli hanno mantenuto stabilità e si sono rivelati i luoghi meno pericolosi. E i primi ad adeguarsi a questi enormi cambiamenti climatici sono i cinesi che continuano ad usare le centrali a carbone. "Dovete smetterla con questa pratica che inquina – ha detto ieri l’inviato Usa John Kerry a Shangai –. In questo modo si rischia di vanificare ogni sforzo fatto fino ad oggi". Papa Francesco ha in programma una visita in Inghilterra proprio durante la conferenza mondiale sul clima per dare una mano al salvataggio del pianeta.