Quotidiano Nazionale logo
quotidiano nazionale
16 feb 2021

Morti e contagi, Giappone mai in emergenza. Segreto: un antivirus chiamato mascherina

Il numero di malati dall’inizio della pandemia è come quello di un solo giorno negli Usa. Decisiva l’abitudine di coprirsi il viso. Per chi non rispetta le regole scatta la condanna sociale. Gli scienziati: "Il governo ha sbagliato tutto, i cittadini hanno rimediato"

16 feb 2021
luca bolognini
Cronaca
featured image
Un gruppo di ragazze giapponesi col tradizionale kimono e la mascherina (Ansa)
featured image
Un gruppo di ragazze giapponesi col tradizionale kimono e la mascherina (Ansa)

La machiavellica strategia che i giapponesi hanno messo a punto per contenere il Covid-19 è stata quella di continuare a fare quello che avevano sempre fatto: indossare la mascherina. I numeri parlano chiaro. Da quando è scoppiata la pandemia, ci sono state 416.154 infezioni (come il record in un giorno solo di nuovi malati negli Usa) e 6.966 morti. La popolazione, come in Italia, ha un grande numero di anziani. Eppure il raffronto è impietoso. Da noi ci sono stati quasi 2,7 milioni di casi e i decessi sono stati 93.835. A difendere il Sol Levante dalla pandemia sono state soprattutto la cultura e la tradizione. I giapponesi sono abituati da secoli (i primi a farlo furono i minatori durante il periodo Edo) a indossare la mascherina per proteggersi l’un l’altro dalle influenze stagionali. Ben prima dell’epidemia, bastava prendere un treno o una metro per vedere tantissime persone con il viso protetto da un dispositivo chirurgico. E quando il Sars-Cov-2 è arrivato, ha trovato pane per i suoi denti. "Il governo ha sbagliato quasi tutto, non incentivando il distanziamento sociale, lasciando i karaoke aperti e non mettendo alcun limite di passeggeri sui mezzi di trasporto pubblico. Ma i giapponesi – spiega Jeremy Howard, ricercatore dell’università di San Francisco che si è specializzato sull’efficacia dei dispositivi di protezione, al New York Times – hanno fatto l’unica cosa giusta: indossare le mascherine". E così anche l’ondata peggiore, che ha morso il Paese tra dicembre e gennaio, quando ci sono stati fino a 7mila casi al giorno, è stata superata. Anche perché lo stigma sociale che si abbatte su chi non rispetta le regole e mette in pericolo la collettività è enorme. In un terra dove si aspetta pazientemente in fila il bus alla fermata (per rispettare chi è arrivato prima), non indossare ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?