Martedì 16 Aprile 2024

Morta per sfuggire allo stupro. Scarcerati i due condannati: "Da loro mai scuse, non è giustizia"

Affidati in prova ai servizi sociali. Devono scontare tre anni per tentata violenza sessuale di gruppo. L’ira dei genitori di Martina Rossi: "Nostra figlia non c’è più e loro sono in giro, il giudice ha sbagliato".

Morta per sfuggire allo stupro. Scarcerati i due condannati: "Da loro mai scuse, non è giustizia"

Morta per sfuggire allo stupro. Scarcerati i due condannati: "Da loro mai scuse, non è giustizia"

"Mia figlia non c’è più e questi due sono in giro, per di più affidati ai servizi sociali. Questa non è giustizia". Dalla sua casa di Genova, Bruno Rossi risponde con un filo di voce, ma il tono è fermo e, assicura, la "battaglia non finirà. Valuteremo il da farsi, ma intanto il mio ricorso lo faccio qui, dicendo quello che provo". A Firenze il tribunale di sorveglianza ha concesso l’affidamento ai servizi sociali ad Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, i due giovani aretini condannati in Cassazione a tre anni per il tentato stupro di Martina Rossi, la studentessa ventenne precipitata da un albergo a Palma de Majorca nell’agosto 2011.

La misura che porta i due giovani fuori dal carcere, sostituisce quella del regime di semilibertà al quale entrambi erano sottoposti dall’ottobre 2022 (si erano costituiti in carcere dopo il verdetto della Suprema Corte). La decisione è arrivata in due momenti diversi: pochi giorni fa per Albertoni (ex campione di motocross oggi trentenne), mentre Vanneschi (artigiano) aveva lasciato il carcere di Arezzo già a luglio per seguire il percorso indicato dai giudici. In quest’ultimo caso, l’affidamento era scattato per motivi strettamente personali. Albertoni e Vanneschi dovranno rispettare una serie di prescrizioni tra le quali l’attività di volontariato nel loro paese, Castiglion Fibocchi (Arezzo) impegnandosi nei servizi di un’associazione e non potranno uscire di casa durante la notte. Così fino all’ottobre del 2025, quando avranno finito di scontare l’ultimo anno che li separa dalla libertà. Una decisione che accoglie l’istanza presentata dai difensori ma che i giudici avevano respinto nel 2022 disponendo per i giovani aretini il regime di semilibertà, con l’obbligo di rientrare in carcere ogni sera.

"Mia figlia è morta e questi due sono in giro e perfino affidati ai servizi sociali. Il tribunale di sorveglianza decide in base alla resipiscenza dei soggetti o del fatto che hanno pagato le spese processuali, ma qui non è mai avvenuto niente di tutto questo. Come minimo avrebbero dovuto finire di scontare la pena in carcere". Albertoni e Vanneschi hanno sempre respinto le accuse e ribadito durante la lunga battaglia giudiziaria di non aver mai cercato un approccio sessuale con la studentessa. Martina precipitò dal sesto piano dell’albergo spagnolo per sfuggire al tentativo di stupro. Provò a scavalcare un balcone e raggiungere quello a fianco, ma non riuscì a trovare un appiglio sicuro e cadde nel vuoto. La sentenza della Cassazione, arrivata dopo una condanna in primo grado e un’assoluzione in appello, li ha condannati a tre anni. Per la polizia spagnola si trattò di un suicidio, ma i genitori di Martina, Bruno e Franca non si sono mai arresi. "Chiediamo solo giustizia per Martina".