Morta la ristoratrice delle polemiche. Replicò alle critiche omofobe, il corpo trovato lungo il Lambro

Il cadavere di Giovanna Pedretti è stato rinvenuto ieri pomeriggio vicino a un ponte a Sant’Angelo Lodigiano. Non viene escluso il suicidio, sequestrata l’auto con cui è arrivata sul posto. Sarà decisiva l’autopsia.

Morta la ristoratrice delle polemiche. Replicò alle critiche omofobe, il corpo trovato lungo il Lambro

Morta la ristoratrice delle polemiche. Replicò alle critiche omofobe, il corpo trovato lungo il Lambro

SANT’ANGELO (Lodi)

È Giovanna Pedretti. Il corpo ritrovato ieri pomeriggio nelle acque del Lambro, a due passi da casa, appartiene alla donna di 59 anni, titolare insieme al marito del ristorante Le Vignole di Sant’Angelo Lodigiano, protagonista negli ultimi giorni di un caso mediatico nazionale. La scorsa settimana lei aveva risposto duramente e pubblicamente a una recensione di un cliente che criticava il locale per la presenza di gay e di un disabile al tavolo vicino. "Ai nostri ospiti chiediamo solo educazione e rispetto", aveva scritto. La notizia aveva fatto il giro del web scatenando reazioni inorridite contro il commento dei clienti. Erano piovuti attestati di solidarietà a centinaia e qualche accusa. Polemiche perché più di uno aveva bollato quella recensione come "dubbia". Il leader della Lega, Matteo Salvini, commenta a caldo: "Una commossa preghiera per Giovanna e un pensiero affettuoso ai suoi cari. Davvero una (presunta) recensione falsa meritava una polemica nazionale cosi’ avvelenata, su social e tg?".

Il corpo di Pedretti è affiorato nelle acque del Lambro nei pressi del ponte di Sant’Angelo. Qualcuno di passaggio lungo viale dell’Autonomia ha notato un cadavere galleggiare a pelo d’acqua e ha dato l’allarme. Sul posto i vigili del fuoco della cittadina a nord di Lodi, carabinieri con diverse pattuglie. I resti sono stati recuperati e riportati a riva. E insieme a quel corpo è venuta a galla anche la sconcertante verità. Quel cadavere era di Giovanna Pedretti e, a ieri sera, l’ipotesi più probabile rimaneva quella di un gesto volontario. Sul posto è arrivata anche la Scientifica, con il Pm di turno della Procura di Lodi, oltre al medico legale dell’Istituto di medicina di Pavia per cercare di fare piena luce sulle circostanze. L’argine nebbioso lungo il fiume è stato blindato e nessuno si è potuto avvicinare fino al termine delle operazioni.

La donna sembra fosse uscita di casa nelle prime ore del mattino, senza dare più notizie di sé e, quando i familiari hanno dato l’allarme le ricerche sono durate poco. Sembra che la donna sia uscita prima dell’alba da casa. In un primo momento il marito pare non si fosse preoccupato più di tanto visto che, di domenica, la 59enne era solita fare un giro al mercato con le amiche prima di iniziare a lavorare in pizzeria. Poi però, visto che non tornava, il sospetto che fosse successo qualcosa è balenato nella mente del coniuge.

Un controllo alle telecamere della pizzeria, secondo indiscrezioni ancora da confermare, avrebbe fissato anche la circostanza di un’uscita di Roberta prima ancora che facesse giorno. La ristoratrice si è allontanata a bordo della propria vettura, una Panda, che è stata notata a pochi metri dal ponte che supera il fiume, alla periferia della cittadina dove si trova anche la pizzeria Le Vignole. Il suo corpo era lì, in acqua, poco distante. Ieri il Procuratore di Lodi Maurizio Romanelli, in una breve nota, non ha voluto dare dettagli sulle cause del decesso. Si è limitato a semplici, burocratiche, parole: "Vi sono accertamenti in corso al fine di acclarare la dinamica degli eventi". In serata, il locale di Giovanna, originaria della Bergamasca, al quale ha dedicato trent’anni di impegno insieme al marito, ha dovuto abbassare le saracinesche. Una piccola folla ha sfidato il freddo e la bruma per raccogliersi davanti alle vetrine chiuse. Resta il dolore di un’intera comunità. E l’incredulo strazio del consorte e della figlia.