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9 dic 2021

Morta la bimba che lottava col Covid. La madre: è colpa di chi nega il virus

Martina aveva 14 anni. Il post a novembre: "Gli ignoranti devono capire che il virus esiste e uccide i più deboli"

9 dic 2021
andrea massaro
Cronaca
Rita Scherillo, napoletana di Osimo, abbraccia la sua Martina, morta a 14 anni. Sopra, Silvio Brusaferro, 61 anni, presidente dell’Istituto superiore di sanità
Rita Scherillo, napoletana di Osimo, abbraccia la sua Martina, morta a 14 anni
Rita Scherillo, napoletana di Osimo, abbraccia la sua Martina, morta a 14 anni. Sopra, Silvio Brusaferro, 61 anni, presidente dell’Istituto superiore di sanità
Rita Scherillo, napoletana di Osimo, abbraccia la sua Martina, morta a 14 anni

"La gente ignorante spero che capisca che il Covid esiste, è un mostro che ti può distruggere e anche chi è vaccinato deve comprendere che non deve mai abbassare la guardia. Bisogna sempre rispettare le regole perché questo mostro di Covid adesso sta colpendo soprattutto i bambini". Scriveva così, agli inizi di novembre Rita Scherillo, mamma coraggio di origini napoletane trapiantata da anni con la famiglia a Osimo, in provincia di Ancona. Mamma super e mai doma di Martina, 14 anni. Una ragazza solare, dolce, a cui la vita aveva riservato purtroppo un’esistenza complicata e un destino infausto. È morta ieri a mezzogiorno all’ospedale materno-infantile Salesi, dove era stata ricoverata il primo novembre scorso. In quel corpo così provato aveva fatto irruzione il Covid. Un "mostro", come lo chiama mamma Rita, che alla fine non le ha lasciato scampo. Le chiamano comorbidità: Martina soffriva di patologie che le consentivano comunque di vivere la sua vita, seppur tra tante difficoltà. Ma il virus è stato determinante, devastante. Martina si sentì male per colpa del Covid. "Ha avuto il picco di febbre a 41 – disse la mamma – e l’ho portata in ospedale. Da lì ha scoperto di essere infetta". Coronavirus Italia: il bollettino del 9 dicembre In tutto questo tempo la ragazzina non ha mai dato segnali di miglioramento. Il decorso ospedaliero ritratto dalla direzione del Salesi è impietoso: "Fin dalle prime ore successive al ricovero in Rianimazione – scrive il dottor Alessandro Simonini, direttore della rianimazione pediatrica del Salesi – le condizioni cliniche sono apparse critiche e in rapido peggioramento, tanto che si è resa necessaria l’intubazione tracheale e la ventilazione meccanica. Il polmone è stato letteralmente distrutto dall’infezione. Non siamo mai riusciti neppure a sperare di poterla estubare". Il quadro clinico era talmente grave a causa dell’infezione da ...

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