Il logo del Monregale Calcio (pagina Facebook Monregale)
Il logo del Monregale Calcio (pagina Facebook Monregale)

Cuneo, 7 luglio 2020 - Offese razziste e sessiste pronunciate in un video sui social da un giocatore del mondo del calcio dilettantistico. Ormai è diventato virale, con migliaia di commenti e visualizzazioni, un video realizzato mesi fa da un tesserato del Monregale Calcio, società piemontese che milita nel campionato di Seconda categoria. Protagonista un diciannovenne, che nelle sue storie di Instagram ha pubblicato dei video con pesanti insulti razzisti e sessisti indirizzati a una donna di colore.

La società Monregale per cui è tesserato il protagonista delle offese razziste ha pubblicato un comunicato e sospeso il proprio tesserato. "La Monregale ha condannato tale episodio e ha fatto quel che poteva, cioè sospendere immediatamente il ragazzo da ogni attività sportiva; sospensione - spiega - che è tuttora in essere, in attesa di conoscere quali siano i limiti sanzionatori possibili". “Siamo una società piccola - scrive ancora la Monregaler - ma nel nostro piccolo abbiamo sempre creduto nel valore sociale dello sport e dell'inclusione. Da sempre giocano per noi centinaia di ragazzi, italiani e stranieri, senza aver mai operato alcuna discriminazione. E ce ne facciamo un vanto. Non possiamo tollerare che il nostro nome sia infangato o anche solo accostato a episodi e comportamenti che nulla hanno a che vedere con la nostra attività”. "Non siamo e non saremo mai razzisti” ribadisce la società del Cuneese.

Il giovane si scusa

Alessio Ghisolfi, l'avvocato del calciatore, in una noto sottolinea come "l'episodio sia relativo ad un video privato, diffuso ad insaputa del mio assistito e senza alcun suo consenso, su canali social e strumenti multimediali. Tutti ne stigmatizziamo i contenuti ma prima dobbiamo comprendere che si tratta di una sceneggiatura da vedere e cancellare tra amici. Non ha infatti un fine divulgativo e meno che mai è stato concepito con l'obiettivo di divenire strumento di diffusione di odio come un suo utilizzo distorto, ad
opera di terzi, ha invece prodotto". L'avvvocato chiude: "Dopo giorni di riflessione trascorsi nel dolore, si scusa oggettivamente ed a prescindere con quanti possano essersi sentiti toccati su un tema con cui giustamente è molto difficile scherzare, forzare la mano, provocare anche nel proprio privato".