23 mar 2022

"Molti bambini arrivano da soli" Lamorgese: sono in pericolo

Il Viminale lancia l’allarme per i minori non accompagnati. Kiev denuncia: quasi 2400 deportati in Russia

ettore maria colombo
Cronaca
Un ragazzino ucraino accarezza il suo cane nel palazzetto dello sport di Budapest, dove è stato realizzato un nuovo rifugio per i profughi ucraini
Un ragazzino ucraino accarezza il suo cane nel palazzetto dello sport di Budapest, dove è stato realizzato un nuovo rifugio per i profughi ucraini
Un ragazzino ucraino accarezza il suo cane nel palazzetto dello sport di Budapest, dove è stato realizzato un nuovo rifugio per i profughi ucraini

di Ettore Maria Colombo

"Massima attenzione sui minori non accompagnati" che arrivano dall’Ucraina, "una preoccupazione che ho condiviso con il console ucraino. Serve la garanzia che non vadano dispersi. I nostri prefetti saranno in prima linea".

La ministra all’Interno, Luciana Lamorgese, lancia l’allarme sui minori non accompagnati che arrivano dall’Ucraina in Italia. Potrebbero essere vittime di tratta di bambini, dispersione, adescamento, prostituzione minorile. La ministra lo dice, ovviamente, in modo pacato. "Ci vuole la garanzia – spiega – che i minori non accompagnati ucraini non si disperdano sul territorio. Non dobbiamo correre il rischio di creare sistemi di welfare alternativo, è importante seguire il loro percorso che coinvolge anche il Tribunale per i minorenni. Bisogna accendere un faro su questo: occorre una cautela maggiore". "L’Italia si è dimostrata accogliente, ma questo spontaneismo deve essere riportato ad unità, deve avere un ordine, un coordinamento generale, altrimenti si rischia di non avere una situazione chiara sul territorio", conclude la Lamorgese.

I dati del Viminale indicano che sono 61.493 i profughi ucraini entrati in Italia dall’inizio del conflitto a oggi: 31.502 donne, 5.400 uomini e, appunto, 24.591 minori. Una crisi umanitaria senza precedenti in cui i bambini sono i più vulnerabili: da soli, senza genitori, più spesso affidati proprio da quest’ultimi a un amico, un conoscente o persino a sconosciuti, i soldati alla frontiera, purché si mettano in salvo e, quindi, molti di essi, rientranti nella categoria a rischio di "minori non accompagnati". Da qui l’allarme.

Ma dall’Ucraina arrivano notizie di un ulteriore orrore che sta coinvolgendo i bambini: la deportazione. A lanciare l’allarme su migliaia di persone portate contro la loro volontà in Russia sono state le autorità comunali di Mariupol e poi il ministero degli Esteri di Kiev, che parla di oltre 2mila bambini "deportati" da molte città ucraine.

Il ministero ha accusato le truppe di Mosca di aver deportato 2.389 bambini nel territorio russo. "Secondo le informazioni ricevute, il 19 marzo le forze di occupazione russe hanno deportato illegalmente 2.389 bambini che si trovavano nei distretti occupati delle regioni di Donetsk e Lugansk nel territorio della Federazione Russa", si legge in una nota. E ancora: "Lo sfollamento forzato di civili nel territorio dello stato aggressore, compresi i bambini, sembra molto simile a un rapimento. Tali azioni costituiscono una grave violazione del diritto internazionale". Prosegue la nota: "Distruggendo le case e uccidendo i genitori, la Federazione Russa priva i bambini ucraini delle cure parentali e mette ulteriormente a rischio la loro vita in Russia". Quindi, l’appello: "Chiediamo alla comunità internazionale di rispondere all’allontanamento illegale di bambini in Russia".

Intanto, Olena Zelenska, moglie del presidente ucraino, che dall’inizio della guerra si è mobilitata per garantire corridoi umanitari alla popolazione e anche per evacuare i bambini malati di cancro ai paesi occidentali, in un’intervistata al quotidiano francese Le Parisien, racconta la sua lotta per organizzare l’evacuazione dei bimbi malati di cancro dall’Ucraina, impossibili da trattare nei rifugi. "Alcuni – precisa Zelenska – resteranno in Polonia, altri vengono diretti in Francia, Italia, Germania, Usa, Canada". La moglie del presidente ucraino ringrazia i Paesi che hanno accolto i piccoli pazienti oncologici, tra cui anche l’Italia.

Olga Zelenska spiega che "i bambini non vengono separati dai propri cari. È un elemento importante del progetto. Altro principio chiave è che "vengono assistiti gratuitamente". "Il cancro è una guerra personale per ogni famiglia coinvolta", spiega, e ricorda che, dall’inizio del conflitto "abbiamo oltre 4mila bébé nati nei sotterranei, nella metro, nei rifugi anti bombe e a volte in maternità bombardate come Mariupol".

Purtroppo, in termini assoluti, il bilancio dei bambini uccisi dall’inizio della guerra è arrivato ormai a 115, mentre sono poi 148 quelli feriti.

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