11 mag 2022

Molti assenti di Lega e Forza Italia La Camera boccia il presidenzialismo

L’appello della Meloni cade nel vuoto. Torna in campo la riforma elettorale

Copione rispettato. La Camera affossa la proposta di legge di Fd’I sul presidenzialismo, formalmente sostenuta da tutto il centrodestra, anche se le numerose assenze evidenziano, nonostante l’appello alla compattezza di Giorgia Meloni (foto, ieri al flash mob fuori da Montecitorio), una certa tiepidezza di Fi e Lega. A fronte di questa bocciatura, Montecitorio ha approvato una riforma costituzionale che abroga la base regionale per l’elezione del Senato – sostenuta solo da M5s e centrosinistra – che allude alla legge elettorale proporzionale, tema dominante in Transatlantico, dove si registrano voci di urne nel 2023 a maggio.

La proposta di Fdi, a prima firma Meloni, avrebbe introdotto il semipresidenzialismo alla francese: un capo dello Stato eletto direttamente dai cittadini e con funzioni di governo. Una impostazione che ha spinto M5s, Pd e Leu a bocciare il testo già in Commissione, il 15 marzo. La leader Fd’I ha fatto un intervento in Aula che ha anticipato il suo programma elettorale del 2023: il presidenzialismo "è la madre di tutte le riforme" e su questa Fdi chiederà l’anno prossimo il voto degli italiani.

Come previsto, una serie di emendamenti soppressivi dei 13 articoli hanno affossato la legge, visto che in Aula il centrodestra, al netto delle assenze, non avrebbe avuto comunque i numeri. Ma al di là delle dichiarazioni favorevoli, le assenze in Fi (23 deputati su 80) e nella Lega (38 su 133), fanno pensare che i partiti di Salvini e Berlusconi non abbiano voluto fare un assist a Meloni, anche perché non ci sarebbero comunque i tempi per una riforma costituzionale.

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