Rainer Maria Woelki, 65 anni, dal. 2014 arcivescovo metropolita di Colonia
Rainer Maria Woelki, 65 anni, dal. 2014 arcivescovo metropolita di Colonia
di Nina Fabrizio Solo pochi giorni fa, in un libro fresco di stampa, frutto della conversazione con il giornalista Domenico Agasso, papa Francesco, sul mai sconfitto nodo degli abusi sessuali nella Chiesa, rivelava, ancora una volta, tutto il suo dolore: "Nella rabbia della gente, comprensibile e giustificata, vedo il riflesso dell’ira di Dio, tradito e violentato dai consacrati colpevoli". Chissà con quale stato d’animo, quindi, avrà accolto ieri a Santa Marta l’eco del terremoto che ha investito la chiesa tedesca, segnandone uno dei giorni più...

di Nina Fabrizio

Solo pochi giorni fa, in un libro fresco di stampa, frutto della conversazione con il giornalista Domenico Agasso, papa Francesco, sul mai sconfitto nodo degli abusi sessuali nella Chiesa, rivelava, ancora una volta, tutto il suo dolore: "Nella rabbia della gente, comprensibile e giustificata, vedo il riflesso dell’ira di Dio, tradito e violentato dai consacrati colpevoli". Chissà con quale stato d’animo, quindi, avrà accolto ieri a Santa Marta l’eco del terremoto che ha investito la chiesa tedesca, segnandone uno dei giorni più neri. Sconvolta dai dati choccanti contenuti in un report che ha investigato l’arcidiocesi di Colonia, la chiesa teutonica ha incassato pure le dirompenti dimissioni del vescovo di Amburgo, Stefan Hesse, che, coinvolto dal dossier, ha immediatamente rimesso il suo incarico nelle mani di Francesco.

L’indagine indipendente, voluta per una operazione-verità dal cardinale di Colonia Rainer Maria Woelki, ha offerto un quadro impietoso, non il primo purtroppo in Germania. Esaminando in dettaglio 236 fascicoli nel periodo che va dal 1975 al 2018, sono emerse 314 vittime di abusi e molestie mentre sono 202 i responsabili identificati. Il 63% di questi appartiene al clero. C’è di più. Il dossier di 800 pagine su una delle maggiori (e ricche) diocesi tedesche ha svelato anche coperture, omissioni e insabbiamenti, allungando un’ombra pesante sia su vescovi tuttora in servizio, come l’ausiliare di Colonia, Dominikus Schwaderlapp, ma anche su pezzi da novanta della chiesa di Benedetto XVI, come l’ormai defunto cardinale Meisner, oppositore di Francesco contro cui firmò i ‘dubia’. Di fronte al quadro desolante emerso ieri, il cardinale Wolki ha tentato la via delle scuse accorate proferendo parole sofferte: "Mi vergogno profondamente", ha dichiarato ai giornalisti aggiungendo la sua severa condanna degli ‘occultamenti’. Le responsabilità però sono gravi e certamente contribuiranno ad ingrossare le fila di quella costante emorragia di fedeli che la chiesa tedesca sta scontando negli ultimi anni, vuoi per il secolarismo da un lato, vuoi per effetto proprio del disvelamento dei crimini pedofili. È un abbandono continuo che le diocesi toccano con mano anche nelle casse: ottenendo lo sbattezzo, aumentano i cattolici tedeschi che vengono così sollevati dal versamento della ‘decima’. I tentativi di riportare i fedeli in chiesa con ‘concessioni’ riformiste come la nomina di una donna alla segreteria della Conferenza episcopale e con strizzate d’occhio all’universo Lgbt nonostante il pronunciamento negativo dell’ex S.Uffizio alle benedizioni delle unioni omosessuali, al momento non sembrano pagare e profilano piuttosto più o meno sotterranee tensioni con Roma che ad alcuni fanno già parlare di tendenza scismatica.