1Sotto forma di reddito di cittadinanza o di vitalizio per le vittime delle mafie, ingenti somme di denaro dello Stato sono finite nelle tasche di esponenti della criminalità organizzata e dei loro parenti. Dopo il sequestro da oltre un milione di euro della scorsa settimana nei confronti di un centinaio di camorristi che percepivano indebitamente il ’reddito’, la Finanza di Torre Annunziata ha messo a segno ieri un altro colpo apponendo i ’sigilli’ a una parte del denaro che la suocera e la moglie di un boss hanno intascato per 15 anni. Il decreto di sequestro preventivo urgente per il reato di "indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato" ammonta a oltre 166mila euro. Somma che rappresenta solo una parte del denaro finora percepito dalle due donne, moglie e figlia di una vittima della cosiddetta "strage di Sant’Alessandro", avvenuta a Torre Annunziata il 26 agosto 1984, nell’ambito di una feroce faida tra clan. Quel giorno un commando di 14 killer provocò 8 morti. Tra le vittime innocenti A. F., rispettivamente marito e padre delle donne indagate. Che, 18 anni dopo la strage, ottennero il vitalizio riservato alle famiglie delle vittime della criminalità organizzata. La figlia della vittima della camorra, però, nel frattempo si è sposata con un elemento di spicco del clan camorristico dei Gionta il quale, nel corso degli anni, venne delegato dai vertici nella gestione del racket e delle piazze di spaccio della zona.